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AZIONI

Le azioni sono titoli finanziaria che attestano la proprietà di una quota si una S.p.A.

Il possessore dell’azione si chiama azionista e grazie al titolo vanta diritti di proprietà ed economici nei confronti dell’azienda.

CALCOLO DEL PREZZO DI UN’AZIONE

Ma come viene calcolato il prezzo di un’azione?

La risposta è almeno in apparenza molto semplice.

Come per qualsiasi altro titolo finanziario dobbiamo attualizzare i futuri flussi di cassa generato da quel titolo.

E quali flussi di cassa dobbiamo utilizzare e a quale tasso.

DIVIDENDI

I flussi di cassa che un’azione è in grado di generare sono chiamati dividendi.

I dividendi sono quella parte del reddito di esercizio che è destinata ai soci.

Quando un’azienda opera genera dei ricavi e dei costi.

Tali costi e ricavi sono riportati in un opportuno documento denominato Conto  Economico.

Alla fine di ogni esercizi facendo la differenza tra i ricavi e i costi di esercizio il Conto Economico restituisce il risultato d’esercizio.

Tale risultato può essere positivo (Utile) oppure negativo (Perdita).

Quando si genera un Utile d’esercizio l’azienda ha la possibilità di reinvestire parte di questo nell’azienda, mentre l’altra parte verrà destinata ai soci come dividendo.

I dividendi rappresentano dunque il flusso di cassa generato dalle azioni.

Di conseguenza il prezzo delle azioni sarà determinato dall’attualizzazione dei dividendi futuri.

Ma come è possibile determinare con certezza i dividendi futuri se questi dipendono da i futuri redditi d’esercizio che possono dipendere da svariati e imprevedibili fattori?

Una stima certa non è affatto possibile!

Quello che possiamo fare è una stima ragionevole di quelli che possono essere i futuri dividendi attesi.

Contribuiranno a questa analisi:

  • L’andamento economico degli anni passati
  • L’andamento di aziende simili nel caso in cui si disponga di pochi dati
  • L’analisi settoriale
  • Le politiche aziendali in materia di dividendi e reinvestimento

Questi sono alcuni dei fattori su cui è possibile fare delle previsioni future.

Una volta determinati i dividendi attesi futuri a quale tasso dobbiamo attualizzarli?

Al tasso di remunerazione atteso per gli azionisti.

La decisione di un investitore di investire in un titolo (azione o obbligazione) dipende sostanzialmente da due fattori:

  • Rischio
  • Rendimento 

Esistono due tipologie di investitori estreme: gli amanti del rischio (Risk lover) e quelli avversi al rischio (Risk averse).

Gli investitori amanti del rischio andranno, che sono la minoranza, andranno a scegliere titoli finanziari che sono caratterizzati da un alto tasso di rendimento e quindi un alto rischio.

D’altro canto la maggior parte degli investitori è avverso al rischio.

Questa categoria sceglie di investire in titoli caratterizzati da un basso profilo di rischio e da rendimenti in generale più bassi.

Ritorniamo dunque alla questione su quale sia il tasso di interesse che dobbiamo utilizzare per attualizzare i futuri dividendi dell’azienda.

La risposta è proprio il tasso di interesse atteso per gli azionisti che stanno investendo in quella società.

Il tasso potrebbe dunque variare quando cambia il tipo di azienda, di settore, ecc. e può dipendere dunque da tanti fattori.

FORMULA DI GORDON

Il professore ed economista Myron Gordon, vissuto tra il 1920 e il 2010, fornì una formula per poter calcolare il prezzo delle azioni.

Le ipotesi alla base di questo modello sono:

  • Le azioni non hanno una scadenza
  • Si conosce il dividendo atteso futuro per l’anno prossimo
  • Le decisioni di reinvestimento dell’azienda determinano un certo tasso di crescita sui dividendi futuri.

La formula teorizzata da Gordon che oggi prende proprio il nome di “Formula di Gordon” è la seguente:

Dove:

Senza entrare troppo in ulteriori dettagli dobbiamo sapere che il tasso di crescita g dipende dalla quota di reddito d’esercizio che l’impresa decide di reinvestire in azienda.

Maggiore sarà questa quota e maggiore sarà il tasso di crescita dei futuri dividendi.

TASSO DI CRESCITA NULLO

Spiega i prezzo delle azioni nelle aziende che distribuiscono tutto il reddito d’esercizio.

Il tasso di reinvestimento è nullo

ESEMPIO – tasso di crescita nullo


La società  OMEGA ha distribuito quest’anno un dividendo pari a 2 euro per azione.

Determina il prezzo delle azioni della società sapendo che tutto l’utile è destinato come dividendo e che il tasso di remunerazione atteso per gli azionisti è pari al 12%.

ESEMPIO – Tasso di crescita costante

La società  GAMMA si aspetta per l’anno prossimo un dividendo pari a 2 euro per azione.

Determina il prezzo delle azioni della società sapendo che  ci si aspetta per il futuro un tasso di crescita dei dividendi pari al 5% costante.

Il tasso di remunerazione atteso per gli azionisti è pari al 12%.

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