
L’offerta di moneta è la quantità totale di moneta che circola all’interno di un certo sistema.
La possiamo suddividere in circolante e depositi e il suo ammontare è influenzato dalle politiche della banca centrale.
In questo articolo vedremo come è fatta la funzione di offerta di moneta e i suoi movimenti al variare delle politiche monetarie
INDICE
IPOTESI DEL MODELLO
Al fine di comprendere l’offerta di moneta andremo a ipotizzare un modello economico molto semplice.
In questo modello ipotizziamo inizialmente che tutta la moneta all’interno del territorio nazionale sia deciso unicamente dalla Banca Centrale.
In questa fase iniziale supporremo per semplicità che questa moneta sia unicamente composta dal solo circolanteche sono le banconote stampate dalla banca centrale.

Per una maggior comprensione dell’argomento invito il lettore a leggere anche i seguenti articoli:
- Storia della moneta
- Storia delle banche
- La banca centrale europea
- Equilibrio della moneta
- La curva di domanda di moneta
- Spostamenti dell’offerta
- Prezzo dei titoli
- La base monetaria
- Il moltiplicatore della moneta
- La curva LM
FUNZIONE DI OFFERTA DI MONETA
Vediamo ora come rappresentare la funzione di offerta di moneta all’interno di un sistema cartesiano.
Esattamente come nella domanda di moneta poniamo sull’asse orizzontale la quantità di moneta e sull’asse verticale il tasso di interesse.
Fissiamo ora un certo quantitativo M0 (M con zero) di moneta sull’asse orizzontale ovvero quello stabilito e stampato dalla Banca Centrale.
Da questo punto tracciamo una retta verticale che rappresenta la nostra offerta di moneta.
Il fatto che si tratti di una retta verticale indica che l’offerta di moneta risulta indipendente dal tasso di interesse ed è stabilito in maniera univoca dalla banca centrale (secondo le nostre ipotesi semplicistiche).
L’equazione di questa curva di offerta è:
$$M=M_O$$

Dove in particolare il termine di sinistra MO indica la moneta offerta (come pedice la lettera “O” sta a significare proprio “offerta”)
Mentre il termine di destra M0 è un certo quantitativo di moneta stampato dalla Banca Centrale (il pedice 0 è in questo caso il numero “zero”)
Ad esempio se scriviamo l’equazione:
$$M_O=200$$

Significa che la quantità di moneta circolante nell’economia è pari a 200 (euro ad esempio).
Per ribadire l’indipendenza dell’offerta di moneta dal tasso di interesse potremmo anche ragionare in questo modo.
Se consideriamo due tassi di interesse i1 e i2 il quantitativo moneta sarà lo stesso indipendente da quale tasso viga nell’economia.
Questo dal momento in cui è la Banca Centrale a decidere quanta moneta stampare e fare entrare nell’economia.
Circa i modi in cui la BC fa entrare questa moneta i circolazione andremo a descriverli con le politiche monetarie espansive e restrittive.

POLITICA MONETARIA ESPANSIVA E RESTRITTIVA
La Banca Centrale può decidere in maniera autonoma la quantità di moneta presente in una nazione.
Dunque se la banca nazionale vuole variare l’offerta di moneta ricorre a politiche monetarie espansive o restrittive.
POLITICA MONETARIA ESPANSIVA
Una politica monetaria espansiva si manifesta quando la Banca Centrale aumenta l’offerta di moneta presente sul territorio.
In pratica l’istituto di politica monetaria stampa un certo quantitativo di mercato e lo immette nel sistema attraverso il circuito bancario.
Quando avviene questa operazione la curva di offerta di moneta si spesa verso destra come nella figura mostrata sotto.

POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA
Al contrario succede con una politica monetaria restrittiva.
In questo caso l’obiettivo dell’autorità monetaria è quello di ritirare la moneta dal mercato riducendone perciò la relativa offerta.
Quando avviene questa operazione di ritiro della moneta la curva di offerta di moneta si sposta verso sinistra (nella figura la curva blu)

POLITICHE MONETARIE: COME AVVENGONO IN PRATICA?
Come fanno effettivamente le Banche Centrali ad introdurre la moneta espandendone l’offerta oppure a ritirarle dal sistema riducendone l’offerta?
Cominciamo con il ricordare la storia delle banche centrali e del perché sono nate.
Le prime banche centrali sono nate come istituzioni pubbliche che avevano come principale finalità quella di finanziare gli Stati.
Esse furono l’evoluzione di quelli che nel medioevo erano i banchi privati, gestiti da nobili che raccoglievano fondi dai commercianti per immetterli nelle attività economiche e trarne profitto.
Da queste prime forme di banche cominciano tra il Cinquecento e il Seicento a nascere delle banche pubbliche dove tutti i commercianti depositavano le loro monete e ricchezze.
A partire poi dal Seicento e Settecento Ogni Stato Nazionale ha cominciato ad avere la propria Banca Nazionale il cui scopo principale era quello di finanziare proprio i Governi.
Nel corso poi degli ultimi due secoli questi istituti si sono fatti sempre più grandi e complessi fino ad uno scenario dove hanno acquisito una quasi completa indipendenza dai Governi nazionali.
In realtà questa situazione è certamente quella tipica dell’Europa dove noi manterremo una maggior attenzione.
Nel contesto del vecchio continente sta avendo luogo una unione monetaria sempre più forte dove tutte le banche centrali che prima erano indipendenti sono sotto il controllo di una sola politica, quella della Banca Centrale Europea (BCE)
La BCE è una istituzione che è completamente indipendente dal potere politico delle vari governi nazionali e si muove avendo come obiettivo principale il controllo dell’inflazione ad un livello del 2%
Negli Stati Uniti la situazione di indipendenza è un po’ meno evidente dal momento che lo politiche della Federal Reserve sembrano talvolta andare a braccetto con quelle del governo statunitense.
Addirittura credo che in Russia e Cina vi sia una quasi completa sottomissione delle autorità monetarie al potere politico.
Comunque sia non vogliamo entrare in questioni politiche ma semplicemente capire come le banche centrali nazionali possono espandere o ridurre l’offerta di moneta.
POLITICA MONETARIA ESPANSIVA
Partiamo dunque dal fatto che l’obiettivo principale della Banca Centrale è quello di finanziare la spesa pubblica del governo.
Per farlo supponiamo all’interno del nostro modello semplificato che tutta la moneta stampata dalla banca centrale sia data al governo.
Il governo in cambia rilascia all’istituzione monetaria dei titoli detti titoli di stato o obbligazioni statali nei quali si impegna a restituire il prestito maggiorato di un certo interesse che si determina appunto sul mercato dei titoli.
Quello che accade dunque in una politica monetaria espansiva è che la banca centrale acquista dei titoli di Stato dal governo centrale stampando dunque nuova moneta e distribuendola allo stesso.
Il governo grazie alla somma ricevuta può finanziarie le opere di pubblico interesse come ad esempio nei campi di: istruzione, salute, trasporti, giustizia e difesa.
Per approfondire leggi l’articolo dedicato all’intervento dello Stato nell’economia.
Facendo in questo modo l’economia comincia ad entrare e diffondersi nel sistema.
In questo modo l’aggregato monetario totale aumenta.
Se la Banca Centrale ritiene che l’offerta di moneta debba continuare a restare più alta continuerà a rifinanziare il debito del governo una volta raggiunta la scadenza dell’obbligazione.
Solitamente viene adottata una politica monetaria espansiva quando il sistema sta vivendo una situazione di scarsità di liquidità o di scarsità di investimenti.
(In Europa queste politiche sono possibili quando l’inflazione risulta sotto controllo).
Questa politica finanziaria ha due grandi effetti sull’economia nel breve periodo: un abbassamento dei tassi di interesse e un aumento del prodotto interno lordo.
Per approfondire questi punto leggi gli articoli:
- spostamento dell’offerta
- prezzo dei titoli
- curva LM

POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA
Una politica monetaria restrittiva si attua quando la banca centrale vuole ridurre l’offerta di moneta, ovvero vuole ridurre la quantità di moneta presente nel sistema.
In questo caso possiamo vedere l’istruzione centrale come una sorta di aspirapolvere che risucchia la liquidità dal sistema.
I casi possibili per effettuare un tale tipo di politica sono sostanzialmente due.
Nel primo caso abbiamo che i titoli di Stato giungono alla loro scadenza, pertanto il governo deve restituire alla nostra istituzione monetaria la somma presa a prestito maggiorata dall’interesse che grava su di essa.
In questo caso i titoli vengono dunque “stralciati” o eliminati dalla contabilità e la moneta viene ritirata per sempre dal sistema (fino ad una nuova politica espansiva).
Ma vi è anche un secondo caso molto diffuso ovvero in cui la banca centrale vende i titoli sul mercatoad altre istituzioni finanziarie.
In questo caso la liquidità che viene risucchiata dal sistema non proviene dal governo ma dalle istituzioni (di solito banche o fondi) ai quali la banca centrale vende i titoli di Stato.

IMPARA LA MACROECONOMIA
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GLI AGGREGATI MONETARI
Fino ad ora abbiamo ipotizzato che la Banca Centrale produca e immetta il totale della moneta presente all’interno di un sistema economico.
In realtà le cose sono molto più complesse di quanto sembrino in apparenza.
Nella realtà economica esistono diversi aggregati monetari e la banca centrale è in grado di controllarne solamente uno, chiamato base monetaria.
Il grosso della moneta in circolo all’interno di un sistema è costituito anche da altri aggregati monetari che adesso stiamo per enunciare.
BASE MONETARIA (M0)
Il primo e fondamentale aggregato monetario è la base monetaria che chiamiamo M0 (emme con zero).
Questo aggregato monetario è costituito dal circolante (banconote e monete) e dai depositi obbligatori delle banche presso la banca centrale.
M0 dunque comprende la moneta più liquida che circola all’interno del sistema economico che è la moneta stampata dalla banca centrale.
Dobbiamo sapere inoltre che nei sistemi bancari moderne vi è una regola che stabilisce che le banche devono detenere presso la banca nazionale un certo ammontare dei loro depositi stabilito per legge.
Tali depositi forniscono al sistema bancario una sorta di assicurazione contro eventuali crisi di liquidità che potrebbero spingere i depositanti in situazioni economiche avverse a ritiri di massa presso gli sportelli.
L’aggregato monetario M0 (base monetario) è dunque tutta la moneta di un sistema che è direttamente sotto il controllo della banca centrale.
In Europa questo aggregato potrebbe rappresentare circa il 20/30% del totale della moneta in circolo (dato ipotetico)

ATTIVITA’ FINANZIARIE CONVERTIBILI SUBITO IN MONETA (M1)
Il secondo aggregato monetario fondamentale detto M1 è costituito tutte le attività che sono immediatamente convertibili in moneta e dunque spendibili.
Tra queste attività le principali sono i conti correnti detenuti presso banche e istituti creditizi e gli assegni

ATTIVITÀ MENO LIQUIDE (M3)
In terza posizione troviamo l’aggregato monetario M3 che comprende attività meno liquide convertibili in moneta.
Diversamente dai primi due prima di convertire una di queste attività bisogna che si rispettinoalcuni tempi che possono partire da qualche mese fino a due anni.
Tra questa tipologia di moneta meno liquida ricordiamo depositi con scadenza fino a due anni e depositi rimborsabili con un preavviso minimo di tre mesi.
Insomma si tratta ancora di moneta ma i tempi di conversione la rendono in qualche modo unamoneta meno liquida o moneta immobilizzata.

OBBLIGAZIONI E QUOTE DI FONDO ENTRO I DUE ANNI (M4)
A chiudere il circuito della moneta vi è un aggregato monetario M4 ancora più pesante e poco liquido.
Qui vi è il confine tra il titolo di stato o obbligazione tradizionale e la moneta.
Nell’aggregato M4 troviamo infatti obbligazioni statali e quote di fondo la cui durata può arrivare fino a due anni.
Si tratta in sostanza di obbligazioni ma che hanno un carattere solido fino ad un certo punto dal momento che nella fine del loro ciclo ritornano ancora liquidi.
Chiaramente per tutte le attività che sono vincolate oltre i due anni non possiamo più includerli nella categoria monetaria.

ESERCIZIO NUMERICO
Andiamo ora a svolgere un semplice esempio numerico sulla curva di offerta di moneta.
La Banca Centrale di Europa ha un’offerta di moneta pari a 300.
Rappresenta la situazione nel grafico.
Immagina che voglia operare una manovra espansiva per portare la quantità di moneta in circolo a 500.
Oppure in alternativa rappresenta cosa succede in caso di manovra restrittività per ridurre la moneta di 100
SVOLGIMENTO
Cominciamo con il rappresentare la curva di offerta di moneta iniziale.
Il sistema cartesiano che utilizziamo pone sull’asse orizzontale la quantità di moneta e su quello verticale il tasso di interesse.
Fissiamo il valore iniziale dell’offerta di moneta a quota 300 sull’asse orizzontale e da li tracciamo una linea verticale che rappresenta la nostra curva di offerta monetaria indipendente rispetto al tasso.

Per rappresentare la politica monetaria espansiva (rossa) ci basta fissare il nuovo valore della moneta di 500 e tracciare nuovamente una curva verticale.
In questo modo la curva originaria sta traslando verso destra di 200.
Analogamente per la politica monetaria restrittiva (blu) trasliamo la curva di offerta verso sinistra di 100 (attenzione al testo!) portando l’offerta di moneta complessiva a quota 200.

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