SPOSTAMENTO DELLA CURVA DI OFFERTA DI MONETA

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Lo spostamento della curva di offerta di moneta avviene a seguito di una politica monetaria espansiva o restrittiva della banca centrale

In questo articolo parliamo dello spostamento della curva di offerta.

Questi spostamenti avvengono in seguito alle politiche monetarie adottate dalla banca centrale e sono in grado di influenzare il tasso di interesse di equilibrio dell’economia.

In particolare una politica monetaria espansiva sposta verso destra la curva di offerta di moneta aumentando l’aggregato monetario in circolo e un abbassamento del tasso di interesse.

Mentre una politica monetaria restrittiva sposta a sinistra la curva di offerta di moneta causando una diminuzione della quantità di moneta nell’economia e un aumento del tasso di interesse di equilibrio.

In questo semplice modello monetario ipotizzeremo che la banca centrale sia in grado di controllare tutta la moneta in circolazione attraverso la stampa della stessa e l’immissione all’interno dell’economia.

In realtà per approfondire questo aspetto ti invito a guardare l’articolo relativo alla base monetaria e al moltiplicatore della moneta.

EQUILIBRIO SUL MERCATO MONETARIO 

Il tasso di interesse di equilibrio sul mercato monetario si determina dall’incontro tra la domanda di moneta e l’offerta di moneta.

In particolare la curva di domanda di moneta è in inclinata negativamente rispetto al tasso di interesse

Questa relazione negativa va ricercata nel fatto che un aumento del costo del denaro (tasso di interesse) rende meno conveniente detenere parte del proprio reddito sotto forma di moneta rispetto alla detenzione di titoli (obbligazioni) che diventano più convenienti.

Questo motivo era già stato individuato dall’economista inglese John Maynard Keynes nel corso del ‘900 che lo ha etichettato con l’appellativo “motivo speculativo“.

L’offerta di moneta ovvero la quantità di moneta offerta dalla banca centrale è rigida e non dipende dunque dal valore del tasso di interesse nell’economia.

In questo modello stiamo ipotizzando che l’istituzione monetaria centrale sia in grado di decidere in maniera autonoma quanta moneta possa circolare sul mercato nazionale

L’incontro tra la domanda e l’offerta di moneta genera il tasso di interesse dell’economia, ovvero il tasso rispetto al quale gli operatori del mercato (famiglie, imprese, stato e banche sono disposti a scambiare tra di loro il bene monetario.

SPOSTAMENTO DELL’OFFERTA DI MONETA

Analizziamo ora meglio nel dettaglio come si sposta la curva di offerta di moneta.

Gli spostamenti della curva di offerta di moneta sono causati dalle politiche monetarie della banca centrale nazionale.

Vi sono due tipi principali di politica che andremo ad analizzare: quella espansiva e quella restrittiva

POLITICA MONETARIA ESPANSIVA

Una politica monetaria espansiva si verifica quando la Banca Centrale aumenta la moneta in circolo all’interno di un territorio.

Ipotizzando che la banca centrale possa controllare tutta moneta presente sul territorio nazionale questa politica monetaria consiste semplicemente nella stampa di nuova moneta che viene immessa all’interno del territorio.

Il principale canale per immettere la moneta consiste nell’acquisto di Titoli di Statoemessi dal governo nazionale.

Prestando dunque il denaro allo Stato al fine di finanziare la spesa pubblica la banca centrale immette liquidità all’interno del sistema.

Questa politica genera una diminuzione del tasso di interesse presente nell’economia.

Per vedere questo cambiamento possiamo adottiamo due schemi principali 

  •  domanda e offerta di moneta
  •   mercato dei titoli

SPOSTAMENTO VERSO DESTRA DELLA CURVA DI OFFERTA DI MONETA

La politica monetaria espansiva genera un aumento della liquidità presente nell’economia il che provoca uno spostamento verso destra la curva di offerta di moneta.

Ricordiamo che ci troviamo ora in un sistema cartesiano dove sull’asse orizzontale misuriamo la quantità di moneta M, mentre su quello verticale il tasso di interesse.

Nel grafico sotto rappresentiamo la nuova curva di offerta di moneta con il colore rosso.

A parità della domanda di moneta il tasso di equilibrio dell’economia cade ad un livello minore rispetto al precedente.

In altre parole a seguito di una politica monetaria espansiva diminuisce il tasso di interesse.

Per spiegare questa nuova situazione possiamo anche usare questo ragionamento.

Quando la moneta stampata dalla banca centrale entra nell’economia si crea un eccesso di offerta di moneta.

In altre parole gli intermediari finanziari (banche) che distribuiscono la moneta si trovano nella situazione di dover “sbolognare” questa moneta in eccesso che nessuno vorrebbe acquistare al tasso di interesse iniziale.

Si innesta perciò un meccanismo al ribasso dei tassi di interesse grazie al quale la nuova moneta può essere acquistata dagli operatori nel mercato (famiglie e imprese).

Le famiglie richiederanno questa moneta per fare acquisti nei consumi (o mutui per le case) mentre le imprese per effettuare nuovi investimenti.

IL TERMINE “ESPANSIVA”

Soffermiamoci un attimo sul termine “espansiva”, da dove viene e che significato ha?

Una politica monetaria “espansiva” si pone come scopo principale quello di “espandere il reddito nazionale”.

Grazie ai nuovi tassi di interesse più bassi infatti famiglie e imprese aumentano la loro spesa in consumi e investimenti.

In particolare per le famiglie diventa sempre meno conveniente detenere titoli di Stato che a seguito della politica monetaria diventano meno convenienti (il tasso di interesse è diminuito).

Pertanto preferiranno detenere un maggior quantitativo di moneta che useranno in parte per i loro consumi.

Per fare un esempio molto semplice e banale pensate a cosa succede se entrate in un centro commerciale con 50 euro nel portafoglio oppure quando entrate con 500 euro.

Provate ad indovinare a parità di tutte le condizioni (inclusi i buoni propositi di risparmio) in quale situazione spendereste di più…

Dall’altro lato le imprese colgono l’occasione dei più bassi tassi di interesse per aumentare la loro quota di investimenti.

Per fare anche qui un esempio pensiamo ad un semplice investimento di 100.000 euro da restituire a rate costanti in 30 anni.

Ipotizziamo inizialmente che il tasso dell’economia sia inizialmente fissato al 5% annuo la quota totale da restituire ammonterebbe a poco meno di 200.000 euro (per l’esattezza se la rata è annua 195.154 euro).

Se il tasso scende al 3% il totale delle rate da restituire scenderebbe a poco più di 150.000 euro (per l’esattezza 153.057 uro).

Una bella differenza no?

Dunque ricapitolando una politica monetaria espansiva fa scendere i tassi, aumenta la liquidità, aumenta consumi, investimenti e spesa pubblica: in poche parole espande il reddito nazionale.

POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA

Possiamo ragionare in maniera esattamente speculare per analizzare gli effetti di una politica monetaria restrittiva.

In questo caso la Banca Centrale sottrae liquidità dal sistema generalmente attraverso la vendita di titoli di Stato.

La curva di offerta di moneta si sposta dunque verso sinistra (nel grafico in blu) ed il nuovo punto di intersezione con la curva di domanda di moneta cade in prossimità di un tasso di interesse minore.

In particolare finanziariamente il calo dell’offerta di moneta può essere inteso anche come un aumento della domanda relativa.

Ovvero nel sistema ora vi è scarsità di moneta per cui le famiglie e le imprese del sistema saranno disposte a pagare un prezzo maggiore per averla.

Oppure d’altro canto possiamo pensare che gli intermediari finanziari (banche) vivendo la tessa situazione di scarsità saranno disposte a cedere il bene monetario soltanto ad un prezzo maggiore e aumentano di conseguenza il tasso di interesse.

Essendo che ora i tassi nell’economia sono più alti le famiglie preferiranno detenere una maggior quantità di titoli di Stato (obbligazioni) e detenere meno moneta da spendere in consumi.

D’altro canto gli imprenditori presenti sul territorio saranno più riluttanti a prendere a prestito somme di denaro per finanziare i loro investimenti dal momento che ora sono diventati più costosi ed aumenta il rischio finanziario correlato.

In definitiva una politica monetaria restrittiva:

  •  fa diminuire la quantità di moneta
  • aumenta il tasso di interesse
  •  riduce consumi e investimenti

In altre parole “restringe il reddito” nazionale.

POLITICA MONETARIA E MERCATO DEI TITOLI DI STATO

Un secondo modo per comprendere come una politica monetaria possa influenzare il tasso di interesse è osservare quello che accade all’interno dei mercato dei titoli di Stato.

Consideriamo ad esempio una politica monetaria espansiva in cui la banca centrale aumenta la base monetaria.

Il principale modo in cui la nuova moneta viene introdotta all’interno dell’economia è l’acquisto di obbligazioni emesse dal governo nazionale.

Osserviamo il sistema cartesiano che rappresenta il mercato dei titoli dove sull’asse orizzontale abbiamo la quantità di titoli scambiati mentre sull’asse verticale il prezzo dei titoli.

L’offerta di titoli crescente rappresenta l’offerta di titoli del governo che sarà disposto a vendere una quantità di obbligazioni maggiore soltanto ad una prezzo maggiore.

Sull’altro lato abbiamo la domanda dei titoli da parte dei residenti e della banca centrale che saranno disposti ad acquistare una quantità di titoli maggiore solamente ad un prezzo minore.

L’intersezione tra la domanda e l’offerta ci restituisce la quantità e il prezzo dei titoli scambiati all’interno del mercato nazionale.

Supponiamo che inizialmente ci troviamo nel punto di equilibrio 1 dove la quantità di titoli scambiati a è pari a Q1 mentre il prezzo è P1.

Quando la banca centrale nazionale adotta una politica monetaria espansiva (ovvero acquista titoli) fa spostare la curva di domanda verso destra e l’equilibrio cade nel punto 2.

In corrispondenza di questo nuovo equilibrio sul mercato viene scambiata una quantità di titoli Q2 maggiore di quella iniziale e un prezzo P2 più alto

PREZZO DEI TITOLI E TASSI DI INTERESSE

L’aumento del prezzo dei titoli di Stato sul mercato va in maniera diretta ad incidere sul tasso di interesse dell’economia.

In particolare un aumento del prezzo dei titoli provoca una diminuzione del tasso interesse.

Mostriamo meglio questo meccanismo considerando la relazione esistente tra il prezzo di un’obbligazione e il suo tasso intrinseco.

Per farlo andremo ad operare delle forti semplificazioni sul lato della matematica finanziaria.

Cominciamo con il considerare il caso dell’acquisto di un BOT (buono ordinario del tesoro) con scadenza un anno.

Chiamiamo P il prezzo dell’obbligazione e VN il suo valore nominale che è il valore di rimborso a scadenza che è un valore fissato in partenza.

Ovviamente VN sarà maggiore del prezzo P di acquisto.

Operando alcune semplificazioni potremmo vedere il tasso di interesse (VN–P) i del titolo come il rapporto tra il prezzo pagato e il valore nominale VN.

$$i = \frac{VN – P}{VN} = 1 – \frac{P}{VN}$$

Tecnicamente questo si chiama il tasso di sconto ma per i fini che ci proponiamo la cosa va comunque bene così.

Per approfondire in maniera compiuta questo tema ti invito a scoprire i corsi di matematica finanziaria.

Quello che possiamo certamente notare (dal momento che VN è fissato) è che il tasso di interesse varia al variare del prezzo dell’obbligazione.

In particolare un aumento del prezzo fa diminuire il tasso di interesse

$$P \uparrow \rightarrow i \downarrow$$

Per approfondire questo tema vedi l’esempio svolto nell’articolo dedicato al tasso di interesse e mercato dei titoli.

ESEMPIO SULLO SPOSTAMENTO DELL’OFFERTA DI MONETA

Nel paese Europa la domanda di curva di moneta segue la seguente equazione

$$M_D = 100 + 0,5Y – 10.000i$$

Sappiamo che il reddito Y di Germania è inizialmente pari a 1.000.

La Banca Centrale di Europa stabilisce in maniera indipendente che l’aggregato monetario è pari a 200.

  1. Rappresenta graficamente la situazione
  2. Calcola il tasso di interesse di equilibrio sul mercato monetario 
  3. Supponiamo che la BC aumenta l’offerta di moneta portandola a 300
  4. Se per motivi opposti l’offerta cala del 40% ? 

SVOLGIMENTO 

Per rispondere ai primi due punti mostriamo nella figura sottostante la soluzione sviluppata nell’articolo che parla del tasso di equilibrio nel mercato monetario 

 3) AUMENTA L’OFFERTA DI MONETA A 300

Vediamo ora cosa succede al tasso di interesse quando la banca centrale opera una politica monetaria espansiva portando la nuova offerta di moneta a 300.

$$M_O’ = 300$$

Rappresentiamo la nuova curva di offerta fissando sull’asse verticale il valore di 300 e tracciando una linea verticale.

Per calcolare il nuovo tasso di interesse di equilibrio mettiamo a sistema la nuova curva di offerta con la curva di domanda

$$\begin{cases} M_O = 300 \\ M_D = 600 – 10.000i \end{cases}$$

Eguagliamo quindi l’offerta alla domanda

$$M_O = M_D$$

$$300 = 600 – 10.000i$$

Non ci resta ora che risolvere l’equazione di primo grado che ha come incognita il tasso di interesse

$$10.000i = 600 – 300$$

$$10.000i = 300 \rightarrow i = \frac{300}{10.000} = 0,03 = 3\%$$

A seguito della politica monetaria espansiva il tasso di interesse dell’economia è diminuito passando dal 4% al 3%.

 4) L’OFFERTA DI MONETA CALA DEL 30%

Analizziamo ora la politica monetaria restrittiva in cui la banca centrale diminuisce del 30% l’offerta di moneta.

La nuova curva di offerta sarà perciò di 140:

$$M_O’ = 200 \cdot (1 – 0,30) = 140$$

Rappresentiamo la nuova curva di offerta fissando sull’asse verticale il valore di 140 e tracciamo una linea verticale.

Per calcolare il nuovo tasso di interesse di equilibrio mettiamo a sistema la nuova curva di offerta con la curva di domanda

$$\begin{cases} M_O = 140 \\ M_D = 600 – 10.000i \end{cases}$$

Eguagliamo quindi l’offerta alla domanda

$$M_O = M_D$$

$$140 = 600 – 10.000i$$

Non ci resta ora che risolvere l’equazione di primo grado che ha come incognita il tasso di interesse

$$10.000i = 600 – 140$$

$$10.000i = 460 \rightarrow i = \frac{460}{10.000} = 0,046 = 4,6\%$$

A seguito della politica monetaria restrittiva il tasso di interesse dell’economia è aumentato passando dal 4% al 4,6%.

Mostriamo sotto i calcoli seguiti e il grafico:

IMPARA LA MACROECONOMIA

Comincia un viaggio che parte dalle scelte dei consumatori e delle imprese fino ad arrivare alle forme di mercato come libera concorrenza perfetta e il monopolio.

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