BASE MONETARIA, RISERVE E MOLTIPLICATORE DELLA MONETA

La base monetaria è la moneta sotto il controllo della banca centrale ed è costituita da circolante e riserva obbligatoria
La riserva obbligatoria è la parte di depositi che le anche detengono per legge presso la banca centrale

In questo articolo chiariamo i concetti di base monetaria, depositi obbligatori presso la banca centrale e moltiplicatore della moneta

BASE MONETARIA 

La base monetaria definita anche “moneta ad alto potenziale” è la quantità monetaria che si trova direttamente sotto il controllo della Banca Centrale.

Essa è composta dal circolante (moneta fisica) che viene sommato ai depositi obbligatori che le banche devono detenere presso la banca centrale.

Dobbiamo sapere che la base monetaria costituisce solamente una parte di tutta la moneta che è presente all’interno di un sistema economico.

La maggior parte di questa moneta è infatti costituita da depositi in conto corrente presso le banche commerciali, che viene sommata ad assegni, cambiali, depositi vincolati e persino in alcuni casi da titoli di stato.

La base monetaria è la moneta sotto il controllo della banca centrale ed è costituita da circolante e riserva obbligatoria
La riserva obbligatoria è la parte di depositi che le anche detengono per legge presso la banca centrale

CIRCOLANTE

Con il termine circolante intendiamo quella moneta che è fisicamente stampata dalla Banca Centrale e che circola nell’economia.

Essa è costituita da banconote e monete metalliche che sono prodotte dagli istituti responsabili delle politiche monetarie (banche centrali).

Per dirla molto semplicemente costituiscono la moneta circolante i 50 euro che abiamo nel nostro portafoglio oppure le monete da un euro che utilizziamo per prendere il caffè al bar.

DEPOSITI OBBLIGATORI PRESSO LA BANCA CENTRALE

Tra le banche commerciali e la banca centrale si verificano ogni giorno migliaia di scambi monetari.

La banca centrale è solita prestare liquidità alle banche commerciali con diverse scadenze (di solito brevi).

Le banche commerciali possono detenere la loro liquidità in eccesso presso la banca centrale che in cambio remunera loro un piccola quota di interesse.

Una di queste relazioni è stabilita per legge ed impone alle banche commerciali di depositare un ammontare fisso dei loro depositi presso l’istituzione centrale.

Solitamente la legge stabilisce un certo coefficiente 𝜃 di riserva obbligatoria compreso tra zero e uno che indica quanta parte di depositi deve essere essere detnuta presso la banca centrale

Per cui se ad esempio il valore di 𝜃 vale 0,10 signifca che l’ammontare dei depositi obbligatori è del 10%, ovvero per ogni euro depositati presso le banche dai risparmiatori 10 centesimi (0,1 euro) devono essere detenuti presso la banca centrale) 

La base monetaria è la moneta sotto il controllo della banca centrale ed è costituita da circolante e riserva obbligatoria
La riserva obbligatoria è la parte di depositi che le anche detengono per legge presso la banca centrale

DEPOSITI OBBLIGATORI E CRISI FINANZIARIE

Questi deposito obbligatori servono a scongiurare delle crisi di liquidità del sistema finanziario e a garantire la sua stabilità.

La storia ha infatti dimostrato che il nostro sistema capitalistico incappa molto spesso in crisi finanziarie che mettono in stato di agitazione in mercati e possono generare crisi sistematiche e crolli della produzione.

LA CRISI ECONOMICA DEL 1929

Un esempio molto riportato negli annali dell’economia che è ancora molto studiato oggi è la crisi del ’29 avvenuto negli Stati Uniti, che ha colpito in primo luogo la borsa di Wall Street.

Si tratta della prima crisi del mondo capitalistico dovuta ad una sovra-produzione che ha generato scorte ingenti di prodotti invenduti sul mercato.

L’eccessivo sbilanciamento verso gli investimenti  aveva portato ad una bolla finanziaria sui mercati, che a sua volta aveva generato una crescita incontrollata delle istituzioni di credito.

Quando la bolla si era svuotata dopo il crollo di Wall Street nel famoso giovedì nero gli indici di borsa avevano perso in poco tempo oltre il 30% di tutto il loro valore.

I risparmiatori si sono dunque diretti in massa presso gli istituti finanziari (banche e società di investimento) per prelevare i loro risparmi e questo ha aggravato ulteriormente la situazione di crisi finanziari.

Molte banche sono fallite a causa degli eccessivi prelievi dei depositanti e molti altri investitori e finanziatori avevano perso quasi tutti i loro risparmi.

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CRISI DEI BANCHI NEL MEDIOEVO

Crisi di questo tipo sono hanno sempre caratterizzato il mondo bancario sin dalla sua nascita.

Molti banchi (prima forma di banca europea) veneziani ebrei del tardo medioevo sono falliti proprio nel moneto in cui l’ammontare dei ritiri erano maggiori rispetto all’ammontare dei depositi.

Queste crisi erano causate da crisi economiche che causavano una sfiducia del depositante nei confronti del sistema finanziario.

LA CRISI FINANZIARIA DEL 2008

Nel più recente mondo economico una crisi finanziaria molto citata è stata la crisi dei mutui subprime del 2008 che ha caratterizzato il mondo occidentale.

Sempre di provenienza americana la crisi è stata innestata dalla cartolarizzazione eccessiva dei “muti subprime” detti anche mutui ad alto rischio dove le banche finanziavano importi eccessivi rispetto alla situazione di reddito dei richiedenti adottando alti tassi di interesse.

Questi mutui poi venivano “cartolarizzati” in nuovi strumenti finanziari che promettevano alti ritorni ed erano percepiti sicuri dunque dotati di un relativo alto rating.

Questi nuovi strumenti finanziari si sono diffusi rapidamente in tutto il mondo per cui i risparmi di chi li acquistava dipendevano direttamente dalle capacità dei mutuanti americani di rimborsare il loro mutuo.

RIFONDARE IL SISTEMA FINANZIARIO 

Lo studio di queste crisi economiche ha spinto economisti e politici a tentare di rifondare il sistema finanziario di modo da evitare il ripetersi di queste situazioni dannose per l’economia.

Un primo provvedimento che fu subito attuato era la separazione tra le banche di investimento e quelle di deposito.

Ovvero si doveva fare in modo che chi depositasse il denaro presso le banche poteva essere sicuroche i propri risparmi non fossero intaccati da crisi sistematiche.

Dall’altro lato il rischio veniva trasferito unicamente sui soggetti economici che davano i loro capitali alle banche che avevano come finalità unica l’investimento.

Per fare un esempio molto semplicistico si toglieva la possibilità di andare a cena di pagare “alla romana”.

Non è infatti giusto che chi consuma una semplice pizza debba pagare lo stesso prezzo di chi ordina caviale e champagne.

Nel contesto in cui troviamo non è giusto che un risparmiatore che vuole tenere al sicuro i propri risparmi presso una banca veda gli stessi suoi risparmi fatti a brandelli perché qualcuno da qualche parte del mondo ha deciso di investirli per un qualche scopo che si è rivelato fallimentare.

Per restare sul nostro tema uno degli altri provvedimenti presi nel corso del tempo è stato quello di obbligare le banche a detenere in  parte sei propri depositi presso la banca centrale.

In questo modo si evitava che la stessa banca potesse stare al di sopra delle regole e decidere di investire tutti i depositi in maniera opportunistica al fine di trarre un profitto a capito dei risparmiatori.

La liquidità detenuta presso la banca centrale diventa dunque un nuovo simbolo della stabilità dei mercati bancari e dunque dell’intero sistema finanziario

GLI AGGERGATI MONETARI 

Come abbiamo già anticipato la base monetaria o moneta ad alto potenziale è solamente una parte (seppur la più importate) di tutta la moneta in circolo all’interno di un’economia.

Distinguiamo oggi quattro aggregato monetari che chiamiamo.M0, M1, M2 e M3.

M0 è la base monetaria e costituisce il primo aggregato monetario fondamentale ed è costituito dal circolante somma ai depositi obbligatori.

In ordine abbiamo poi M1 che comprende M0 sommato da tutte le attività finanziarie che sono immediatamente convertibili in moneta come ad esempio i depositi presso le banche commerciali e gli assegni

Con M2 intendiamo M1 cui vengono aggiunte quelle attività finanziarie che sono meno liquide ovvero che sono convertibili in moneta solamente dopo un certo tempo tra queste troviamo ad esempio i depositi vincolati a scadenze prestabilite

L’aggregato M3 contiene M2 più le attività finanziarie in assoluto meno liquide come obbligazioni statali e quote di fondo che sono in genere vincolate dai tre mesi fino a due anni.

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MODALITÀ DI DETENZIONE DELLA  DI MONETA 

Cerchiamo ora di costruire un modello matematico che metta in relazione la base monetaria con la quantità complessiva di moneta del sistema.

Ripartiamo dalle scelte dei singoli individui per arrivare ad un modello più completo che incorpori banche e banca centrale.

I soggetti di un’economia possono decidere di detenere la propria moneta in due modalità principali: circolante oppure depositi in conto corrente.

Le percentuali detenute in contante oppure come depositi in conto rrente può variare da soggetto a soggetto così come da nazione a nazione.

Diciamo che nel moderno contesto finanziario si sta assottigliando sempre di più la differenza tra queste due modalità.

Ciò è principalmente dovuto alla nascita di nuovi strumenti elettronici come ad esempio le carte di credito, di debito e le prepagate che rendono sempre più indifferente queste opzioni, dal mento che si possono fare gli acquisti in maniera pressoché istantanea.

Quindi nel contesto moderno stiamo vedendo una sempre maggior propensione a favorire la moneta bancaria piuttosto che quella fisica

Le persone possono detenere moneta sotto forma di circolante oppure depositi

MONETA , DEPOSITI, RISERVE OBBLIGATORIE E BASE MONETARIA

La legge stabilisce che una certa quota di deposito presso le banche debba essere detenuta come riserva obbligatoria presso le banche centrali.

Abbiamo già ampliamente parlato delle motivazioni di questi interventi la cui finalità è quella di scongiurare crisi di liquidità e conseguenti crisi finanziarie ed economiche.

Dunque l’obiettivo è quello di mantenere la stabilità del sistema finanziario.

Il circolante sommato ai depositi obbligatori delle banche costituisce la base monetaria.

La base monetaria è la moneta sotto il controllo della banca centrale ed è costituita da circolante e riserva obbligatoria
La riserva obbligatoria è la parte di depositi che le anche detengono per legge presso la banca centrale

MODELLO MATEMATICO DELLA MONETA

Siamo ora pronti a costruire il nostro modello matematico della moneta che descriva una relazione tra le variabili fino ad ora considerate: circolante, depositi, base monetaria e ammontare complessivo della moneta.

CIRCOLANTE, DEPOSITI E RISERVA OBBLIGATORIA

Cominciamo in primo a luogo a definire con la lettera M la quantità complessiva di moneta in circolo, con la lettera C il valore del circolante e con la lettera D l’ammontare dei depositi

MONETA = CIRCOLANTE + DEPOSITI

Perciò scriviamo che il totale della moneta M è dato dalla somma del circolante C e dei depositi D.

$$ M = C + D $$

Definiamo inoltre c la propensione dei cittadini a detenere il circolante.

Dunque il circolante C risulta dal prodotto di tale propensione c con l’ammontare complessivo della moneta

$$ C = cM $$

In particolare c rappresenta quanti euro deteniamo in circolante per ogni euro di moneta disponibile nel sistema.

Dunque se ad esempio c vale 0,30 significa che per ogni euro di moneta che circola sul territorio ne deteniamo 30 centesimi in moneta circolante.

Detto in altre parole il 30% della moneta complessiva è detenuta dagli individuo in moneta fisica (banconote e monete) 

Ovviamente c deve essere una quantità positiva ed inferiore all’unità, questo dal momento che se abbiamo un euro di moneta non possiamo utilizzare in circolante più di quell’euro.

Definiamo inoltre d la propensione delle persone a detenere depositi, dunque l’ammontare D dei depositi è il prodotto tra d e M

$$ D = dM $$

Ovviamente anche d piccolo deve essere positivo e maggiore di 1, esso è inoltre il complementare di c rispetti all’unità.

$$ d = 1 – c $$

Se c vale 0,30 deve necessariamente essere date le nostre ipotesi iniziali 0,7.

Infatti se i residenti detengono moneta circolante nell’ammortare del 30% deterranno l’atro 70% sotto forma di depositi.

Possiamo dunque riscrivere l’equazione dei depositi D in funzione della propensione al detenere circolante

$$ D = (1 – c)M $$

Veniamo ora ai rapporti esistenti tra le banche commerciali del paese e la banca centrale.

RISERVA OBLIGATORIA

Come abbiamo detto più volte la legge stabilisce che un ammontare prestabilito di depositi D deve essere detenuto come riserva obbligatoria presso la banca nazionale

Definiamo quindi 𝜃 la quota di riserva obbligatoria e con R indichiamo l’ammontare della riserva obbligatoria.

Se ad esempio 𝜃 assume il valore di 0,10 questo significa che il 10% dei depositi presso le banche devono essere detenuti come riserva delle banche presso l’istituto centrale.

Ovvero per ogni euro detenuto nei depositi delle banche queste ultime dovranno versare 10 centesimi nelle casse della BC.

Si verifica quindi che l’ammontare di riserva R viene calcolato come il prodotto tra il coefficiente 𝜃 e l’ammontare D dei depositi.

$$ R = \theta D $$

Riscrivendo l’equazione in funzione della propensione al circolante avremo che:

$$ R = \theta (1 – c)M $$

LA BASE MONETARIA = CIRCOLANTE + RISERVA OBBLIGATORIA

La base monetaria che indichiamo con H è l’aggregato monetario fondamentale dell’economia ed è chiamato anche moneta ad alto potenziale.

Essa è la parte di moneta sotto il diretto controllo della BC ed è costituito dal circolantesommato alla riserva obbligatoria.

$$ H = C + R $$

Operando una serie di sostituzione con le formule presentate sopra possiamo esprimere la base monetaria in funzione della moneta del sistema, della propensione al circolante e del coefficiente di riserva obbligatoria

$$ H = cM + \theta D \\ \ \\ H = cM + \theta (1 – c)M\\ \ \\ H = M [c + \theta (1 – c)]$$

La base monetaria è la moneta sotto il controllo della banca centrale ed è costituita da circolante e riserva obbligatoria
La riserva obbligatoria è la parte di depositi che le anche detengono per legge presso la banca centrale

MOLTIPLICATORE DELLA MONETA

Parliamo ora del moltiplicatore della moneta.

Questo concetto è simile in qualche modo al moltiplicatore keynesiano della spesa visto nella teoria della domanda aggregata ma al posto della spesa autonoma abbiamo la domanda aggregata

In particolare il moltiplicatore della moneta indica quanti euro di moneta esistono per ogni euro di base monetaria.

Se ad esempio il valore del moltiplicatore è 3 significa che per ogni 3 euro di moneta dell’economia un euro è costituito da base monetaria: ovvero da circolante o riserva obbligatoria

In questo senso il moltiplicatore mM della moneta può essere proprio riscritto come il rapporto tra l’ammontare totale M di moneta in circolo per l’ammontare H della base monetaria 

$$ m_M = \frac{M}{H} $$

Un altro modo di interpretare il moltiplicare è pensare che ogni euro direttamente sotto il controllo della banca centrale si trasforma in mM euro in tutta l’economia.

Ecco allora che abbiamo chiarito il mistero del perché la base monetaria è detta moneta ad alto potenziale.

In particolare la banca centrale sa benissimo che ogni euro che immetterà all’interno del sistema economico si moltiplicherà in qualche modo generando altri tipi di moneta.

Per capire un po’ meglio questa relazione ripartiamo dall’ultima equazione ricavata nel paragrafo precedente dove abbiamo espresso la base monetaria H in funzione della moneta M, della propensione c e del coefficiente di riserva 𝜃.

$$ H = M [c + \theta (1 – c)] $$

Matematicamente possiamo in modo molto semplice ricavare il valore dell’intera Moneta M in funzione della base monetaria.

$$ m_M = \frac{1}{c + \theta (1 – c)} $$

Il coefficiente che moltiplica la base H è dunque definito il moltiplicatore della moneta.

$$ m_M = \frac{1}{c + \theta (1 – c)} $$

Dunque per sostituzione possiamo anche scrivere:

$$ M = m_M \cdot H $$

Il moltiplicatore della moneta è il rapporto tra la moneta in circolo e la base monetaria

ALCUNE INTERESSANTI RIFLESSIONI 

Il messaggio dell’ultima equazione risulta chiaro e forte.

Se la banca centrale conosce le preferenze dei cittadini della nazione a detenere il contante sarà anche in grado di capire esattamente la variazione dell’offerta di moneta.

Questo è dovuto al fatto che il coefficiente 𝜃 è un dato di sicuro noto dal momento che viene stabilito per legge.

Riconsiderando ancora l’equazione 

$$ m_M = \frac{1}{c + \theta (1 – c)} $$

Notiamo una cosa ancora più interessante.

Se la propensione c al detenere contante dei cittadini della nazione dovesse tendere a zero ne deriverebbe che il moltiplicatore della moneta sarebbe pari semplicemente al reciproco di 𝜃(ovvero 1/𝜃).

$$ c = 0 \rightarrow m_M = \frac{1}{0 + \theta (1 – 0)} = \frac{1}{\theta} $$

Questo aspetto renderebbe ancora più precise le politica monetarie della banca centrale.

A questo proposito ricordiamo che nel più moderno sistema finanziario i cittadini dei paesi industrializzati stanno sempre di più preferendo i pagamenti elettronici che solo fino a cento anni fa erano impensabili per il pubblico di massa.

Inoltre ricordiamo anche che i governi occidentali stanno premendo sempre di più sulla riduzione del circolante, ciò a causa dei questioni di grande interesse attuale come ad esempio:

  •  riciclaggio di denaro sporco
  •  evasione fiscale
  •  falsificazione di monete
  •  truffe finanziarie

Comunque la cosa che più ci interessa sapere all’interno del nostro discorso è che la banca centrale, pur controllando soltanto una certa quota di moneta (base monetaria) può essere in grado con la giusta accuratezza di calcolo di controllare l’intero aggregato monetario.

Infatti se possiamo riscrivere la quantità complessiva di moneta come il prodotto tra il moltiplicatore e la base monetaria 

$$ M = m_M \cdot H $$

Possiamo analogamente scrivere la variazione complessiva della moneta come il prodotto tra il moltiplicatore e la variazione della base monetaria

$$ \Delta M = m_M \cdot \Delta H $$

La base monetaria è la moneta sotto il controllo della banca centrale ed è costituita da circolante e riserva obbligatoria
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BASE MONETARIA, MOLTIPLICATORE E MONETA

Le politica della banca centrale possono espandere l’ammontare della moneta in maniera più che proporzionale rispetto alla nuova moneta effettivamente stampata.

La formula 

$$ \Delta M = m_M \cdot \Delta H $$

Una variazione della base monetaria produce quindi una reazione a catena nel mercato finanziario più forte rispetto di quanto avviene alla fonte.

Potete immaginare in modo semplice questa situazione quando un oratore parla alla platea con un megafono e ci sono delle casse che amplificano ulteriormente tutte le cose che sta dicendo l’oratore.

Se la platea che ascolta è sufficientemente ampia come ad esempio le orazioni del Papa per la santa messa, pensate ora all’effetto rimbombante di questa cosa quando è sostenuta dai mediacome la radio e la televisione.

Il moltiplicatore dunque ci sta dicendo proprio che le politiche che vengono stabilite a tavolino da un ristretto numero di uomini hanno effetti molto ampi e vanno ad impattare in maniera forte su quello che succede in una nazione.

La base monetaria è la moneta sotto il controllo della banca centrale ed è costituita da circolante e riserva obbligatoria
La riserva obbligatoria è la parte di depositi che le anche detengono per legge presso la banca centrale

POLITICHE MONETARIE DELLA BANCA CENTRALE

Ritorniamo ora alle politiche monetarie della banca centrale che possono essere espansiva o restrittiva.

POLITICA MONETARIA ESPANSIVA

Quando la banca centrale adotta una politica monetaria espansiva aumenta l’offerta di moneta sul territorio nazionale.

Questa operazione avviene attraverso l’acquisto dei titoli di stato dove la nuova moneta prodotta dalla BC serve per finanziare la spesa pubblica del governo.

Nel sistema cartesiano sottostante abbiamo il grafico di domanda e offerta di moneta, dove sull’asse orizzontale è rappresentata la quantità di moneta mentre sull’asse verticale il tasso di interesse.

La curva di domanda di moneta è decrescente rispetto al tasso di interesse poiché un incremento del tasso di interesse rende meno conveniente detenere il reddito sotto forma di moneta a vantaggio dei titoli.

L’offerta di moneta è invece verticale poiché non dipende dal tasso di interesse 

L’aumento della base monetaria ∆H genera un aumento della moneta complessiva pari a ∆M e un conseguente spostamento dell’offerta di moneta verso destra.

$$ \Delta M = m_M \cdot \Delta H $$

Il nuovo tasso di interesse di equilibrio cade dunque ad un livello più basso rispetto al precedente.

Nella figura il nuovo equilibrio iniziale è identificato con il punto 0 in prossimità del tasso i0, mentre il nuovo equilibrio si trova nel punto 1 ad un tasso i1.

POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA

Durante una politica monetaria restrittiva la banca centrale riduce la base monetaria di una quantità ∆H, vendendo quindi le obbligazioni.

La riduzione della base monetaria restringe l’ammontare complessivo di moneta di una quantità maggiore ∆M per effetto del moltiplicatore della moneta.

La curva di offerta di moneta si sposta dunque verso sinistra e il nuovo equilibrio cade in prossimità di un tasso di interesse maggiore.

Nel grafico il nuovo punto di equilibrio si trova nel punto 2 in prossimità di un tasso di interesse i2 che è maggiore rispetto al tasso iniziale i0.

La base monetaria è la moneta sotto il controllo della banca centrale ed è costituita da circolante e riserva obbligatoria
La riserva obbligatoria è la parte di depositi che le anche detengono per legge presso la banca centrale

Per approfondire questo tema vedi gli articoli:

  • Tasso di interesse di equilibrio sul mercato monetario 
  • Spostamento della curva di offerta di moneta
  • Prezzo e tasso di interesse dei titoli

IMPARA LA MACROECONOMIA

Comincia un viaggio che parte dalle scelte dei consumatori e delle imprese fino ad arrivare alle forme di mercato come libera concorrenza perfetta e il monopolio.

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