Quando si tratta di decidere se avviare una start-up, comprare un macchinario o investire in borsa, l’istinto non basta. Servono numeri certi. I criteri TIR e REA sono i giudici imparziali che separano un buon affare da un fallimento garantito.
Spesso all’università questi argomenti vengono presentati come aride formule da imparare a memoria. La realtà è che il REA (Risultato Economico Attualizzato) e il TIR (Tasso Interno di Rendimento) sono gli strumenti più potenti nelle mani di un manager o di un investitore consapevole.

INDICE
REA: Quanto ci guadagno davvero (ad oggi)?
Il REA (in inglese NPV, Net Present Value) risponde alla domanda più importante: “Questo progetto mi renderà più ricco?”. Immagina di investire 10.000€ oggi per riceverne 12.000€ tra 5 anni. Conviene? Dipende! Il REA prende tutti i flussi di cassa futuri (i soldi che entreranno) e li attualizza ad oggi, sottraendo l’investimento iniziale.
- Se REA > 0: Il progetto crea valore (guadagni soldi reali).
- Se REA < 0: Il progetto distrugge valore (meglio lasciar perdere).
È il criterio dell’assoluta razionalità: ti dice esattamente quanti soldi (in valore odierno) ti metterai in tasca. Per calcolarlo, però, devi conoscere bene le rendite finanziarie, perché i flussi futuri vanno “scontati” al tasso giusto.
TIR: Quanto rende il progetto?
Se il REA ti dà una cifra in euro, il TIR ti dà una percentuale. Il Tasso Interno di Rendimento è quel tasso misterioso che rende il REA uguale a zero. In parole povere, rappresenta il rendimento intrinseco del progetto.
È utilissimo per confrontare investimenti diversi. Se il Progetto A ha un TIR del 15% e il Progetto B ha un TIR del 3% (e la banca ti presta i soldi al 5%), la scelta è ovvia. Attenzione però alla trappola dell’esame: il calcolo del TIR non è diretto. Non esiste una formula chiusa per trovarlo quando ci sono più di due scadenze; bisogna procedere per tentativi o interpolazione lineare.
La sfida dell’esame: REA o TIR?
Una delle domande preferite dai professori è: “È meglio usare il TIR o il REA?”. La risposta che ti farà prendere 30 è: dipende. Sebbene spesso vadano d’accordo, ci sono casi (progetti alternativi) in cui i due criteri litigano e danno risposte opposte. Capire perché questo accade (intersezione dei profili) dimostra che hai padronanza totale della materia.
Inoltre, devi saper costruire il Piano di Fattibilità: una tabella che mostra entrate e uscite anno per anno. Se sbagli l’impostazione iniziale (come spiego nell’articolo sui piani di ammortamento), sia il TIR che il REA risulteranno sbagliati.
Smetti di tirare a indovinare
Saper valutare un progetto è la competenza che distingue un semplice contabile da un direttore finanziario. Non lasciare che formule complesse ti impediscano di capire se un investimento è valido.
Se vuoi imparare a calcolare TIR e REA senza impazzire con la calcolatrice e capire come risolvere i casi ambigui all’esame, ho preparato un modulo dedicato.
Fai la scelta giusta (anche per il tuo esame) Impara a valutare i progetti come un professionista. Trovi tutto nel Minicorso 4: Criteri di scelta dei progetti. Per una visione d’insieme che copra ogni aspetto della materia, accedi al Corso completo di matematica finanziaria.
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