Nel panteon della matematica del Seicento, i nomi di Newton e Leibniz brillano come stelle di prima grandezza. Ma nelle brume della Scozia, lontano dai grandi centri accademici di Londra o Parigi, operava una mente altrettanto brillante, un uomo che scoprì i segreti dell’infinito e della luce prima che il mondo fosse pronto ad ascoltarlo: James Gregory (1638 – 1675).
La sua è la storia di un pioniere solitario che, armato solo di geometria e ingegno, gettò le basi dell’analisi moderna e dell’ottica, sfiorando la gloria suprema dell’invenzione del Calcolo.

INDICE
Lo Specchio che Cattura le Stelle: Il Telescopio Gregoriano
Ancora ventenne, Gregory pubblicò la sua prima opera rivoluzionaria, Optica Promota (1663). In essa, descrisse il progetto per un nuovo tipo di telescopio: il telescopio riflettore. Fino ad allora, i telescopi (come quello di Galileo) usavano lenti di vetro, che però distorcevano i colori (aberrazione cromatica).
Gregory ebbe un’intuizione geometrica perfetta: sostituire le lenti con specchi curvi. Progettò un sistema complesso con uno specchio primario parabolico e uno specchio secondario ellittico concavo, capace di riflettere la luce verso l’occhio dell’osservatore attraverso un buco nello specchio principale.
Era un design teoricamente perfetto, molto più avanzato di quello che Newton avrebbe costruito anni dopo. Purtroppo, Gregory era troppo avanti per la tecnologia del suo tempo: nessun ottico londinese fu in grado di molare gli specchi con la precisione richiesta, e il telescopio rimase un progetto su carta. Tuttavia, il “Telescopio Gregoriano” è ancora oggi un design standard utilizzato in molti moderni osservatori e strumenti di spionaggio.
♾️ L’Infinito in Italia e la Scoperta delle Serie
Frustrato dall’incapacità degli artigiani inglesi, Gregory viaggiò in Italia, studiando all’Università di Padova (la stessa di Galileo) tra il 1664 e il 1668. Fu qui, sotto il sole veneto, che il suo genio matematico fiorì.
Nel suo capolavoro Vera Circuli et Hyperbolae Quadratura, Gregory compì un salto concettuale enorme. Affrontò il calcolo di aree complesse (come la quadratura del cerchio e dell’iperbole) utilizzando non la geometria statica, ma le serie infinite convergenti.
Egli scoprì che le funzioni trigonometriche potevano essere espresse come somme infinite di potenze. La sua scoperta più celebre è lo sviluppo in serie dell’arcotangente:
$$\arctan x = x – \frac{x^3}{3} + \frac{x^5}{5} – \frac{x^7}{7} + \dots$$
Questa formula è di una bellezza sconvolgente. Se poniamo $x=1$ (dato che $\arctan 1 = 45^\circ = \pi/4$), otteniamo una formula puramente aritmetica per calcolare $\pi$:
$$\frac{\pi}{4} = 1 – \frac{1}{3} + \frac{1}{5} – \frac{1}{7} + \dots$$
Questa è oggi nota come Serie di Leibniz per $\pi$, ma Gregory la scoprì e la pubblicò anni prima del matematico tedesco.
🚧 Il Teorema Fondamentale e il Silenzio
Il contributo più profondo di Gregory, tuttavia, riguarda il cuore stesso del Calcolo. Nel suo libro Geometriae Pars Universalis (1668), egli pubblicò la prima dimostrazione geometrica del Teorema Fondamentale del Calcolo.
Gregory capì che il metodo per trovare la tangente a una curva (derivazione) e il metodo per trovare l’area sotto una curva (integrazione) erano operazioni inverse. Aveva in mano la chiave di volta del Calcolo Infinitesimale.
Perché allora non è famoso come Newton? Quando tornò a Londra, Gregory scoprì che Isaac Newton aveva già sviluppato metodi simili (sebbene non pubblicati). Uomo di estrema modestia e integrità, e forse intimidito dalla figura nascente di Newton, Gregory decise di non pubblicare ulteriormente le sue scoperte per non essere accusato di plagio, ritirandosi in Scozia per insegnare.
Eredità e Curiosità
Gregory morì tragicamente giovane, a soli 36 anni, colpito da un ictus mentre mostrava ai suoi studenti le lune di Giove attraverso un telescopio.
- La Piuma d’Uccello: Gregory fu anche un pioniere della fisica della luce. Fu il primo a scoprire il fenomeno della diffrazione usando una piuma d’uccello. Facendo passare la luce solare attraverso le barbe della piuma, notò che la luce si divideva in schemi colorati, anticipando la natura ondulatoria della luce.
- La Famiglia di Geni: James non fu l’unico matematico della famiglia. Suo nipote, David Gregory, divenne un importante matematico e un grande amico e sostenitore di Isaac Newton, contribuendo a diffondere le teorie dello zio e di Newton in tutto il mondo accademico.
- L’Invenzione della Parola “Convergente”: Fu Gregory a introdurre e definire rigorosamente il termine “convergente” per descrivere una serie infinita che si avvicina a un numero finito, un concetto base dell’analisi moderna.
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