
Il modello AS-AD è un modello economico di medio periodo che analizza la produzione e il livello dei prezzi di un’economia.
Questo modello si basa su due funzioni che sono la curva di domanda aggregata e di offerta aggregata.
La curva di domanda aggregata esprime tutte le combinazioni di prezzo e produzione che mantengono in equilibrio sia il mercato dei beni che il mercato monetario.
Dunque la sua equazione si ricava dal modello IS-LM.
Mentre la curva di offerta aggregata AS indica tutte le combinazioni di prezzo e produzione che mantengono in equilibrio il mercato del lavoro.
In particolare la sua equazione viene ricavata a partire dalla curva dei prezzi e dei salari
INDICE
CURVA DI DOMANDA AGGREGATA
La curva di domanda aggregata identifica tutte le combinazioni di reddito e di prezzo per cui risulta in equilibrio il mercato dei beni e il mercato monetario.
Possiamo rappresentare questa curva in un sistema cartesiano dove poniamo la produzione Y sull’asse orizzontale e misuriamo il livello generale dei prezzi P sull’asse verticale.
Si tratta di una curva decrescente in quanto all’aumentare del livello dei prezzi diminuisce il livello.
In particolare un aumento dei prezzi sul mercato monetario diminuisce lo stock monetario reale ed equivale ad una politica monetaria restrittiva.
Tale situazione determina dunque una carenza di offerta di moneta (o un’equivalente eccesso di domanda) che fa aumentare il tasso di interesse reale r.
L’aumento del tasso reale di interesse riduce gli investimenti nel mercato dei beni causando una diminuzione del reddito reale Y più accentuale per effetto del moltiplicatore della spesa.
Dunque quando aumenta il livello generale dei prezzi (diminuzione dei saldi monetari reali) assistiamo ad un calo della produzione sul mercato dei beni

L’equazione della curva di domanda aggregata mantiene in equilibro simultaneo sia il mercato dei beni che quello della moneta.
Dunque la sua equazione viene ricavata sia dalla curva IS che dalla curva LM.
Nella curva IS il reddito Y dipende negativamente dal tasso reale r
$$ Y = Y(r) $$
A sua volta sul mercato monetario il tasso di interesse r dipende positivamente dal livello dei prezzi P
$$ r = r(P) $$
Dunque quando aumentiamo i prezzi, aumentiamo i tassi e dunque diminuiamo la produzione.
Per analizzare meglio i tecnicismi e le formule in questione vai all’articolo sulla domanda aggregata
Un modo più semplice per vedere la relazione negativa tra il reddito e il livello dei prezzi è osservare il grafico IS-LM.
Un aumento del livello dei prezzi equivale ad una politica monetaria restrittiva in quanto diminuisce i saldi monetari reali.
Ovviamente non viene diminuita la moneta M in circolo nell’economia, dunque la banca centrale non diminuisce la base monetaria vendendo titoli di stato.
Quello che diminuisce è la moneta reale M/P ovvero il rapporto tra la moneta e il livello dei prezzi.
Quando salgono i prezzi la stessa identica moneta presente nell’economia (supponendo che circoli alla stessa velocità di prima) sarà in grado di acquistare meno beni, dunque diminuisce il quantitativo di moneta in termini di beni.
Se vediamo l’operazione come una semplice politica monetaria restrittiva andiamo a spostare la curva LM a sinistra e dunque l’equilibrio si sposta lungo la curva IS in corrispondenza di un tasso più alto ed un reddito minore.

CURVA DI OFFERTA AGGREGATA
La curva di offerta aggregata è l’insieme delle combinazioni di prezzo e reddito che mantengono l’equilibrio sul mercato del lavoro.
Viene rappresentata nello stesso sistema di riferimento della curva di domanda aggregata con il reddito Y in orizzontale e il livello dei prezzi P in verticale.
Si tratta di una curva crescente poiché all’aumentare del reddito di un paese corrisponde sul mercato del lavoro un aumento del livello dei prezzi.
Quando aumenta la produzione infatti diminuisce il tasso di disoccupazione e questo rende la posizione dei lavoratori più forte.
Il maggior potere contrattuale dei lavoratori li spinge a richiedere salari maggiori e dunque aumenta anche il costo di produzione delle imprese.
Tale aumento del costo spinge gli imprenditori a fissare dei prezzi maggiori per i beni.
Come conseguenza avremo dunque un aumento del livello generale dei prezzi scatenato da un aumento del PIL nazionale.

La curva AS viene originata a partire dall’equazione dei prezzi e dei salari.
EQUAZIONE DEI PREZZI
In particolare la curva dei prezzi è
$$ P = W \cdot (1 + \mu) $$
e ci dice che le imprese fissano il livello dei prezzi P in corrispondenza del salario W maggiorato di una quota di markup 𝜇 che corrisponde al potere monopolistico.
In questo modello stiamo ipotizzando che il processo di produzione del bene dipenda da un solo fattore: il lavoro.
In particolare W è il salario che remunera il lavoro impiegato per produrre una singola unità di bene.
Dunque il prezzo dei beni dipende positivamente sia dal salario (costo di produzione) che dal markup (potere monopolistico).
EQUAZIONE DEI SALARI
La seconda equazione su cui si basa la curva AS è l’equazione dei salari:
$$ W = P_e \cdot f(u, z) $$
che ci dice che il livello salariale W dipende dal livello dei prezzi attesi Pe oltre che da una certa funzione f che dipende negativamente dal tasso di disoccupazione u e positivamente da una variabile z.
In particolare il salario dipende negativamente dalla disoccupazione u perché un aumento del tasso di disoccupazione peggiora la situazione contrattuale dei lavoratori.
Una disoccupazione più elevata (a parità di altre condizioni) rende infatti più precaria la situazione del lavoratore che è disposto pur di lavorare ad accettare dei salari maggiori.
Diversamente un tasso minore di disoccupazione rende più forte la situazione dei lavoratori che sono in grado di ottenere salari maggiori.
La variabile z rappresenta tutte le altre variabili che rafforzano la posizione dei lavoratori come ad esempio il potere sindacale oppure i sussidi di disoccupazione.Un aumento della variabile z aumenta anche il salario W dei lavoratori.

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE
Soffermiamoci per un attimo sul tasso di disoccupazione u e cerchiamo di estrapolarne una relazione con il livello di produzione Y.
Il tasso di disoccupazione è definito come il rapporto tra il numero di disoccupati U di un’economia e il numero di quelli che appartengono alla forza lavoro L
$$ u = \frac{U}{L} $$
A sua volta possiamo vedere il numero di disoccupati U come la differenza tra quelli appartenenti alla forza lavoro L e il numero di occupati N, perciò possiamo scrivere:
$$ u = \frac{U}{L} = \frac{L – N}{L} = 1 – \frac{N}{L} $$
Considerando ora che nel modello abbiamo un solo fattore produttivo che è il lavoro possiamo dire che la produzione totale Y è il prodotto tra il numero di occupati N e la loro produttività media A
$$ Y = AN $$
Se per comodità assumiamo che la produttività A sia pari ad 1, ovvero che ogni lavoratore produca mediamente nell’unità di tempo presa a riferimento una precisa unità di bene, possiamo affermare che la produzione coincide con il numero di occupati
$$ A = 1 \rightarrow Y = N $$
Dunque possiamo sostituire nell’equazione della disoccupazione ed ottenere
$$ A = 1 \rightarrow Y = N $$
In altre parole vi è dunque una relazione negativa tra la produzione Y e la disoccupazione u.
Ovvero ogni volta che cresce la produzione di un paese cala la disoccupazione e viceversa.
EQUAZIONE DELLA CURVA AD
Possiamo riscrivere ora le equazioni dei prezzi e dei salari ed in quest’ultima sostituire l’ultima relazione appena ricavata:
$$ W = P_e \cdot f\left(1 – \frac{Y}{L}, z\right) \\ \ \\ W = P_e \cdot f\left(1 – \frac{Y}{L}, z\right)$$
(da notare che se il salario dipende negativamente dalla disoccupazione dipenderà invece positivamente dalla produzione per la proprietà transitiva)
Sostituendo l’equazione dei salari all’interno del salario nell’equazione dei prezzi otteniamo proprio l’equazione della curva di offerta aggregata
$$ AS: P = P_e \cdot f\left(1 – \frac{Y}{L}, z\right) \cdot (1 + \mu) $$
Per i ragionamenti visti sopra dunque possiamo vedere che il livello generale dei prezzi dipende positivamente dal livello dei prezzi attesi, dalla produzione, dalle variabili sindacali (z) e dal markup delle imprese.
La relazione che più ci interessa per rappresentare la nostra curva AS è ovviamente quella tra il reddito e il livello dei prezzi

DISOCCUPAZIONE NATURALE, PRODUZIONE NATURALE E LIVELLO DEI PREZZI ATTESI
Il modello AS-AD si caratterizza per il fatto di essere un modello che descrive l’economia nel medio periodo che in genere dura mediamente 5 anni.
Fondamentali per questa concezione risultano i concetti di tasso naturale di disoccupazione, produzione naturale e livello atteso dei prezzi.
In particolare la curva di offerta aggregata AD passa sempre per il punto in cui la produzione è pari al suo livello naturale e il livello dei prezzi è pari al livello atteso.
Questo modello in particolare nasce in un particolare contesto, quello degli anni settanta e ottanta caratterizzato dagli shock petroliferi
SHOCK PETROLIFERI E LA STAGFLAZIONE
Il modello di offerta aggregata è stato sviluppato tra gli anni settanta e ottanta.
A quel tempo i paesi occidentali furono colpiti dagli shock petroliferi importati dai paesi esportatori di petrolio appartenenti al cartello dell’OPEC.
Questi shock sono stati trasmessi a causa di tensioni politiche internazionali che hanno aumentatoin maniera esponenziale il prezzo del greggio.
L’aumento del prezzo del petrolio ha portato nei paesi del Nord del mondo un aumento generale dei costi di produzione che si è tradotto ben presto in un aumento repentino dell’inflazione.
La cosa che sconvolse gli economisti dell’epoca era il contestuale aumento del livello della disoccupazione.
Fino ad allora in base soprattutto ai dati americani dall’inizio del ‘900 i periodi di inflazione erano quasi sempre accompagnati dalla crescita della produzione.
Durante gli anni settanta invece si assistette ad un fenomeno nuovo, detto stagflazione.
La stagflazione è una situazione in cui l’economia vive due situazioni apparentemente in contrasto: stagnazione economica e inflazione.
Gli economisti si domandarono come potessero coesistere questi due concetti.
Il dilemma fu risolto grazie alla creazione di due concetti cruciali: tasso di disoccupazione naturale e livello dei prezzi attesi.
TASSO NATURALE DI DISOCCUPAZIONE
Il tasso naturale di disoccupazione è quel tasso di disoccupazione raggiunto dall’economia nel medio periodo.
A sua volta il medio periodo indica quella situazione in cui l’economia raggiunge una situazione di stabilità.
Si potrebbe quindi considerarlo come una sorta di variabile strutturale dell’economia di un paese.
Secondo questa teoria sarebbe impossibile per l’economia raggiunge il pieno impiego delle risorse e risulta in qualche modo necessario la presenza di un certo livello di disoccupazione.
Il tasso naturale di disoccupazione è pertanto quel livello che garantisce il massimo equilibriopossibile.
Dal punto di vista pratico molti economisti considerano questo tasso come una sorta di media di periodo.
Ad esempio se rileviamo che in un certo periodo il tasso di disoccupazione oscilla tra il 5 e il 7% si potrebbe pensare che il tasso naturale di disoccupazione sia del 6%.
PRODUZIONE NATURALE
In corrispondenza del tasso naturale di disoccupazione viene associato un livello di produzione naturale.
In particolare possiamo sfruttare la formula che lega (sotto le ipotesi viste sopra) la produzione Y al tasso di disoccupazione u
$$ u = 1 – \frac{Y}{L} $$
per legare il tasso naturale di disoccupazione un alla produzione naturale Yn
$$ u_n = 1 – \frac{Y_n}{L} $$
LIVELLO ATTESO DEI PREZZI
Un altro concetto fondamentale per costruire il modello AS-AD è il livello atteso dei prezzi.
In particolare si tratta del livello dei prezzi che ci si attende in un dato periodo sulla base dell’esperienza passata.
Se ad esempio negli ultimi tre anni i prezzi sono aumentati mediamente del 2% ci si attenderà (in assenza di grandi cambiamenti) che anche quest’anno i prezzi aumenteranno dello stesso ammontare.
Dunque se l’anno scorso il livello dei prezzi era 100 quest’anno ci attenderemo che sarà di 102.
Le aspettative cominciamo ad assumere nell’ambito di questa teoria un ruolo sempre più decisivo e sono perfino in grado di mutare l’ordine degli eventi.
LEGAME TRA LE TRE VARIABILI E LA CURVA DI OFFERTA AGGREGATA
Per quello che ci interessa è che esiste una relazione tri-univoca tra disoccupazione naturale, produzione naturale e livello atteso dei prezzi.
Quando l’economia si trova al suo tasso naturale di disoccupazione, e quindi al suo livello naturale di produzione, il livello dei prezzi coincide con il livello atteso dei prezzi.
Dunque la curva di offerta aggregata AS passa sempre per il punto in cui la produzione si trova al suo livello naturale e il livello dei prezzi è pari al suo livello atteso.

EQUILIRIO DI MEDIO PERIODO
Il modello AS-AD si basa sull’assunto che nel medio periodo la produzione eguagli il suo livello naturale e i livelli dei prezzi siano pari a quello atteso.
Dunque nel medio periodo la curva AS e la curva AD hanno come loro intersezione proprio questo punto
Per approfondire tutti gli aggiustamenti leggi l’articolo dedicato al medio periodo

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