Negli articoli precedenti abbiamo analizzato serie “speciali” come la Geometrica e la Serie di Mengoli, di cui sappiamo calcolare la somma esatta. Tuttavia, nella maggior parte degli esercizi di Analisi 1, non ci viene chiesto quanto fa la somma, ma semplicemente se la serie converge o diverge (il suo carattere).
Oggi ci concentriamo sulle serie a termini positivi (o non negativi), ovvero quelle dove $a_n \ge 0$ per ogni $n$.

Perché piacciono tanto agli ingegneri? Perché sono “stabili”: non oscillano. La loro somma parziale può solo crescere. Quindi, le opzioni sono solo due: o la somma si stabilizza su un numero finito (converge) o cresce all’infinito (diverge). Non esistono casi irregolari.
Prima di applicare qualsiasi criterio, ricorda sempre la Condizione Necessaria di Convergenza: affinché una serie possa convergere, il limite del termine generale deve tendere a zero ($\lim a_n = 0$). Se non tende a zero, la serie diverge sicuramente. Ma attenzione: se tende a zero, potrebbe comunque divergere (come la serie armonica).
INDICE
Il Criterio del Confronto (Classico)
Il principio base è intuitivo: usiamo una serie nota come termine di paragone. Siano $\sum a_n$ e $\sum b_n$ due serie a termini positivi tali che $a_n \le b_n$ definitivamente.
- Caso Convergenza: Se la serie “più grande” ($\sum b_n$, detta maggiorante) converge, allora obbliga anche la serie “più piccola” ($\sum a_n$) a convergere.
- Caso Divergenza: Se la serie “più piccola” ($\sum a_n$, detta minorante) diverge a $+\infty$, allora spinge anche la serie “più grande” ($\sum b_n$) a divergere.
Esempio: $\sum \frac{1}{2^n + n}$.
Sappiamo che $2^n + n > 2^n$, quindi il reciproco è minore: $\frac{1}{2^n + n} < \frac{1}{2^n}$.
Poiché la serie geometrica $\sum (1/2)^n$ converge, per confronto converge anche la nostra serie di partenza.
Il Criterio del Confronto Asintotico
Negli esercizi complessi, trovare la disuguaglianza esatta è difficile. Qui entra in gioco lo strumento preferito dagli studenti: il Confronto Asintotico.
Se due serie a termini positivi $a_n$ e $b_n$ sono asintotiche, cioè se si comportano allo stesso modo all’infinito ($a_n \sim b_n$), allora hanno lo stesso carattere.
Formalmente, se:
$$\lim_{n \to \infty} \frac{a_n}{b_n} = L \quad (\text{con } L \neq 0, \infty)$$
allora le due serie convergono o divergono insieme.
Questo ci permette di “pulire” il termine generale, tenendo solo i termini dominanti (gli infiniti di ordine superiore) e confrontarli con serie note.
La Serie Armonica Generalizzata: Il Nostro Metro di Paragone
Per usare questi criteri, dobbiamo avere delle serie di riferimento di cui conosciamo già il destino. Oltre alla geometrica, la più usata è la Serie Armonica Generalizzata:
$$\sum_{n=1}^{\infty} \frac{1}{n^\alpha}$$
- Se $\alpha > 1$, la serie converge (es. $1/n^2$).
- Se $\alpha \le 1$, la serie diverge (es. $1/n$ o $1/\sqrt{n}$).
Esercizi Svolti
Vediamo come applicare il confronto asintotico su due esercizi tipici.
Esercizio 1: Polinomi
Stabilire il carattere di:
$$\sum_{n=1}^{\infty} \frac{n+3}{2n^3 + 2n + 2}$$
Analizziamo i termini dominanti. Al numeratore comanda $n$, al denominatore $2n^3$.
$$a_n \sim \frac{n}{2n^3} = \frac{1}{2n^2}$$
Poiché la serie $\sum \frac{1}{n^2}$ è una armonica generalizzata con $\alpha = 2 > 1$, essa converge.
Per il criterio del confronto asintotico, anche la serie di partenza converge.
Esercizio 2: Radicali
Stabilire il carattere di:
$$\sum_{n=1}^{\infty} \frac{\sqrt[3]{n}}{\sqrt{n^2 + n + 1}}$$
Isoliamo i termini principali: al numeratore $n^{1/3}$, al denominatore $\sqrt{n^2} = n$.
$$a_n \sim \frac{n^{1/3}}{n} = \frac{1}{n^{1 – 1/3}} = \frac{1}{n^{2/3}}$$
Qui abbiamo una serie armonica generalizzata con $\alpha = 2/3$. Essendo $\alpha < 1$, la serie armonica diverge.
Di conseguenza, la serie data diverge.
Trafiletto Storico
Il concetto di confronto asintotico si basa sull’idea di trascurare i termini “piccoli” quando $n$ è grande. Questa intuizione fu formalizzata nel corso del XIX secolo, ma le radici si trovano nel lavoro di Nicole Oresme (XIV secolo).
Oresme fu il primo a dimostrare la divergenza della serie armonica ($1+1/2+1/3…$) raggruppando i termini in blocchi per confrontarli con somme di valori costanti (come $1/2$), anticipando di secoli la logica del “minorante divergente”.
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