Il Seicento fu ossessionato dall’infinito. Armati del nuovo e potente Metodo degli Indivisibili (di cui abbiamo parlato grazie a Cavalieri), i matematici iniziarono a “sommare” serie infinite e a calcolare aree e volumi di forme che si estendevano all’infinito. Fu in questo clima di audace esplorazione che Evangelista Torricelli (sì, lo stesso del barometro) scoprì un oggetto che sfidava la logica e il senso comune: un solido con un volume finito ma una superficie infinita.
Questo oggetto è noto come la Tromba di Gabriele (o Solido iperbolico acuto).

INDICE
Il Paradosso Matematico
Immaginate di prendere la curva dell’iperbole $y = 1/x$. Ora, prendete la parte di questa curva che va da $x=1$ fino all’infinito e fatela ruotare attorno all’asse $x$. Quello che ottenete è una specie di corno o tromba che si estende all’infinito, diventando sempre più sottile ma senza mai chiudersi.
Torricelli, usando il Metodo degli Indivisibili (che oggi chiamiamo Calcolo Integrale), decise di calcolare il Volume di questa tromba e l’Area della sua superficie. I risultati furono sconvolgenti.
1. Il Volume (L’Integrale Converge)
Per calcolare il volume, si “sommano” (integrano) le aree di infiniti dischi sottili. La formula moderna è:
$$\text{Volume} = \int_{1}^{\infty} \pi y^2 dx = \int_{1}^{\infty} \pi \left(\frac{1}{x}\right)^2 dx = \pi \int_{1}^{\infty} \frac{1}{x^2} dx$$
Questo integrale, sorprendentemente, converge (cioè dà un risultato finito):
$$\text{Volume} = \pi \left[ -\frac{1}{x} \right]_{1}^{\infty} = \pi \left( 0 – (-1) \right) = \pi$$
Il volume della Tromba di Gabriele, un oggetto lungo all’infinito, è finito. È $\pi$ (circa 3,14).
2. L’Area (L’Integrale Diverge)
Poi, Torricelli calcolò l’area della superficie. Per farlo, si “sommano” le circonferenze di quegli stessi dischi. La formula moderna è più complessa, ma si può dimostrare che l’area è maggiore di:
$$\text{Area} = \int_{1}^{\infty} 2\pi y dx = \int_{1}^{\infty} 2\pi \left(\frac{1}{x}\right) dx = 2\pi \int_{1}^{\infty} \frac{1}{x} dx$$
Questo integrale diverge (cioè va all’infinito):
$$\text{Area} = 2\pi \left[ \ln(x) \right]_{1}^{\infty} = 2\pi (\infty – 0) = \infty$$
L’area della superficie della Tromba di Gabriele è infinita.
Il Paradosso del Pittore
Qui nasce il paradosso, spesso chiamato “il Paradosso del Pittore”:
Abbiamo un oggetto con un volume finito ($\pi$) ma una superficie infinita. Questo significa che possiamo riempire l’intera tromba con una quantità finita di vernice (circa 3,14 litri), ma non avremo mai abbastanza vernice per dipingere la sua superficie esterna (o interna).
Come è possibile che “riempiendo” la tromba si riesca a coprire una superficie interna che è infinita?
✨ Eredità: La Crisi dell’Infinito
Il Paradosso della Tromba di Gabriele fu uno shock filosofico. Mise in discussione la natura stessa dell’infinito e la validità del Metodo degli Indivisibili. Dimostrò che l’infinito non era un concetto unico: esistono “infiniti” di grandezze diverse (un volume infinito e un volume finito possono coesistere nello stesso oggetto).
Questa scoperta stimolò un acceso dibattito tra i matematici del XVII secolo, inclusi Fermat e Pascal, e fu una delle principali cause che spinsero la matematica a cercare fondamenti più rigorosi, un percorso che sarebbe culminato un secolo e mezzo dopo con il Limite di Cauchy.
Curiosità sulla Tromba Celeste
- Il Nome Religioso: Il nome “Tromba di Gabriele” non è casuale. Si riferisce all’Arcangelo Gabriele che, secondo la tradizione cristiana, suonerà una tromba (spesso immaginata come infinita, per essere udita ovunque) per annunciare il Giorno del Giudizio.
- La “Soluzione” Fisica: La soluzione più “furba” al Paradosso del Pittore è fisica, non matematica. Se si versa la vernice (che è fatta di molecole, non di punti matematici) all’interno, a un certo punto la tromba diventerà così sottile che una singola molecola di vernice tapperà il buco, riempiendo di fatto il resto della tromba all’infinito e “dipingendo” la superficie interna.
- Il Contemporaneo di Cavalieri: Torricelli e Cavalieri (di cui abbiamo appena parlato) erano contemporanei e colleghi (e a volte rivali amichevoli). Entrambi usarono gli indivisibili per superare i limiti della geometria classica, creando questi affascinanti paradossi che anticipavano il Calcolo.
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