Nel XVII secolo, in un’epoca senza riviste scientifiche, senza email e senza conferenze, come facevano i più grandi geni d’Europa a comunicare? Come potevano Fermat (a Tolosa), Cartesio (in Olanda), Galileo (in Italia) e Torricelli sfidarsi, criticarsi e costruire sulle reciproche scoperte?
La risposta è: grazie a un uomo. Padre Marin Mersenne (1588 – 1648), un frate dell’ordine dei Minimi a Parigi, fu il “server” umano della Rivoluzione Scientifica. Fu il più grande animatore di reti scientifiche del suo tempo, l’uomo che creò la prima vera “comunità scientifica” europea.

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L’Uomo al Centro della Rete
Mersenne non fu un innovatore matematico al livello dei suoi corrispondenti, ma fu un eccellente accademico. Capì che il progresso scientifico non poteva più essere un atto solitario (come nel Rinascimento), ma doveva essere uno sforzo collaborativo, critico e rapido.
Dal suo convento parigino, gestì una rete di corrispondenza che copriva l’intero continente.
- Il Postino dei Geni: Riceveva una lettera da Fermat con una nuova scoperta sulla teoria dei numeri. La copiava a mano e la inviava a Cartesio per avere un parere, che a sua volta rispondeva con una critica. Mersenne inviava la critica a Fermat, riceveva la contro-risposta e inoltrava il tutto a Torricelli in Italia.
- L’Accademia Mersenne: La sua cella divenne il luogo d’incontro fisico (l'”Accademia Mersenne”) dove matematici e filosofi come Pascal e Descartes si riunivano per discutere, litigare e scambiarsi idee.