Pierre Louis Maupertuis: L’Uomo che Schiacciò la Terra

Nella prima metà del Settecento, l’Europa scientifica era divisa in due fazioni in guerra. Da una parte i Cartesiani francesi, patriottici e convinti che lo spazio fosse pieno di vortici; dall’altra i Newtoniani inglesi, che credevano nella gravità universale.

In questo campo di battaglia emerse Pierre Louis Maupertuis (1698 – 1759). Ex moschettiere, matematico brillante e uomo di mondo, Maupertuis ebbe il coraggio (o l’audacia) di essere un francese che tifava per Newton. Per dimostrare che gli inglesi avevano ragione, intraprese una delle spedizioni scientifiche più estreme della storia.

La Scena: Il Gelo e la Verità
L'Ambientazione: Fiume Torne, Lapponia, inverno del 1736. Il mondo è bianco e blu. La temperatura è decine di gradi sotto lo zero. L'aurora boreale danza nel cielo come un fantasma verde.
Pierre Louis Maupertuis: È avvolto in strati di pellicce di renna, il viso quasi completamente coperto, le ciglia ghiacciate. Non sembra un damerino parigino; sembra un sopravvissuto. È in piedi accanto a un teodolite (uno strumento di misurazione) montato su un treppiede instabile nel ghiaccio.
L'Azione e gli Elementi Simbolici:

La Misura del Mondo:
Maupertuis guarda attraverso il mirino, puntando una stella (la Stella Polare) e poi un segnale di fuoco acceso su una montagna lontana.
Il Pensiero: "A Parigi bevono vino caldo e discutono di filosofia. Qui, se mi tolgo il guanto, perdo le dita. Ma qui, e solo qui, la geometria tocca la terra."
Il Mappamondo di Neve:
Per scaldarsi le mani, Maupertuis si china e raccoglie della neve fresca. La compatta in una palla perfetta.
La guarda. Pensa a Descartes che la vorrebbe allungata.
Poi, con un sorriso beffardo, preme le mani sui "poli" della palla di neve, schiacciandola leggermente finché non diventa un'arancia.
L'Epifania: "Newton aveva ragione. La rotazione vince sulla rigidità. Il mondo non è perfetto, è dinamico."
Il Minimo Sforzo:
Guarda un raggio di luce dell'aurora che colpisce il ghiaccio. Pensa al percorso che fa la luce.
Il Pensiero: "La luce sceglie sempre la via più veloce. La natura non spreca nulla. Forse c'è una legge più grande della gravità... una legge di economia divina."
L'immagine cattura il contrasto tra la brutalità fisica dell'esplorazione e l'eleganza astratta della scoperta, con un uomo che ridisegna la mappa del mondo usando il freddo come inchiostro.

L’Arancia o il Limone? La Spedizione in Lapponia

La disputa riguardava la forma della Terra.

  • Descartes (e i francesi) sostenevano che la Terra fosse allungata ai poli, come un limone (o un pallone da rugby).
  • Newton sosteneva che la rotazione terrestre la schiacciasse ai poli, rendendola simile a un’arancia (o una zucca).

Per risolvere la questione, nel 1736 Maupertuis guidò una spedizione al circolo polare artico, nella gelida Lapponia, per misurare la lunghezza di un grado di meridiano. Se il grado fosse stato più lungo lassù rispetto a Parigi, Newton aveva ragione.

Tra bufere di neve, fiumi ghiacciati e zanzare estive feroci, Maupertuis e il suo team (che includeva lo svedese Celsius) riuscirono nell’impresa. I dati erano chiari: la Terra era schiacciata ai poli. Maupertuis tornò a Parigi come un eroe. Voltaire, all’epoca suo amico, lo salutò celebremente come “il Marchese che ha appiattito la Terra e i Cassini” (i Cassini erano gli astronomi francesi sostenitori del “limone”).


Il Principio di Minima Azione: “La Natura è Pigra”

Ma Maupertuis non voleva essere solo un geografo. Voleva scoprire la “legge suprema” dell’universo. Nel 1744, formulò il Principio di Minima Azione.

L’idea era filosoficamente bellissima: la Natura è economa. Non fa mai nulla con spreco.

“Quando avviene un cambiamento nella Natura, la quantità d’azione necessaria per questo cambiamento è la più piccola possibile.”

Per Maupertuis, questa era la prova matematica dell’esistenza di Dio: un Dio saggio che ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. Sebbene la sua definizione matematica di “Azione” fosse un po’ confusa (prodotto di massa, velocità e distanza), l’intuizione era corretta. Questo principio (poi perfezionato da Eulero, Lagrange e Hamilton) è oggi la base della Meccanica Quantistica e della Relatività. Tutta la fisica moderna si basa sull’idea che l’universo minimizza l’azione.


La Caduta: Il Dottor Akakia

La fine di Maupertuis fu triste, causata non dalla matematica, ma dall’ego. Divenuto presidente dell’Accademia delle Scienze di Berlino su invito di Federico il Grande, Maupertuis divenne arrogante. Entrò in una disputa meschina con il matematico Samuel Koenig, accusandolo di aver falsificato una lettera di Leibniz.

Voltaire, ormai ex-amico e geloso del potere di Maupertuis, vide l’occasione per distruggerlo. Scrisse un pamphlet satirico devastante: La Diatriba del Dottor Akakia. Nel testo, Voltaire ridicolizzava le idee di Maupertuis (come quella di scavare un buco fino al centro della Terra) e lo dipingeva come un pazzo tirannico. Il libretto fece ridere tutta Europa. Umiliato e malato, Maupertuis lasciò Berlino e morì poco dopo, con la reputazione a pezzi.


Eredità: La Rivincita Postuma

La storia è stata crudele con Maupertuis, ricordandolo spesso solo come la vittima di Voltaire. Ma la scienza gli ha dato ragione due volte:

  1. Aveva ragione sulla forma della Terra.
  2. Il suo Principio di Minima Azione è forse il concetto più potente e unificante della fisica teorica, molto più profondo delle leggi di forza di Newton.

Curiosità sull’Esploratore

  1. Il Ritratto Esotico: Maupertuis era un maestro del “personal branding”. Si fece ritrarre in una posa celebre: vestito con pesanti pellicce lapponi, mentre con una mano schiaccia il polo nord di un mappamondo, a simboleggiare la sua vittoria sulla forma della Terra.
  2. Lo Zoo Privato: A Berlino, Maupertuis teneva in casa una collezione di animali esotici strani, frutto della sua passione per la biologia e la genetica (teorizzò anche l’evoluzione per selezione naturale prima di Darwin, studiando cani polidattili).
  3. L’Amore Lappone: Si dice che tornò dalla Lapponia non solo con i dati scientifici, ma anche con due ragazze locali (le sorelle Christine ed Elisabeth Planström) che portò a Parigi, causando un discreto scandalo nella società benpensante.

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