
Nella microeconomia il modello di domanda e offerta analizza il comportamento dei consumatori (domanda) e dei produttori (offerta) all’interno del mercato di un certo bene.
In particolare permette di determinare la quantità e il prezzo di equilibrio del bene.
Nella macroeconomia viene utilizzato un modello simile (AS-AD) per determinare la produzione aggregata (PIL) e il livello dei prezzi all’interno di un paese inteso come nazione.
INDICE
- 1 DOMANDA E CURVA DI DOMANDA
- 2 ESEMPIO DI CURVA DI DOMANDA
- 3 IMPARA LA MICROECONOMIA
- 4 OFFERTA DI MERCATO
- 5 PREZZO E QUANTITÀ DI EQUILIBRIO
- 6 ESEMPIO MATEMATICO DI EQUILIBRIO DI MERCATO
- 7 SPOSTAMENTI DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA
- 8 INTERVENTO DELLO STATO
- 9 CURVA DI DOMANDA E DI OFFERTA NELLA MACROECONOMIA
- 10 HAI QUALCHE DOMANDA ?
- 11 IMPARA LA MICROECONOMIA
- 12 L’ARTICOLO TI è PIACIUTO ?
DOMANDA E CURVA DI DOMANDA
La domanda di un bene è costituita da tutti quei soggetti chiamati consumatori che richiedono un certo bene o servizio.
Con il termine curva di domanda intendiamo invece la relazione biunivoca che esiste tra il prezzo del bene e la quantità richiesta.
Fissato un determinato prezzo saremo dunque in grado di determinare la quantità che viene domandata.
Viceversa possiamo anche determinare il prezzo unitario che i consumatori sono disposti a pagare per ottenere un certo quantitativo di prezzo.
La curva di domanda è una funzione decrescente rispetto al prezzo, il che significa che quando il prezzo diminuisce i consumatori sono disposti ad acquistare una quantità maggiore di bene.
Allo stesso modo quando il prezzo aumenta la quantità domandata diminuisce.

ESEMPIO DI CURVA DI DOMANDA
Supponiamo ad esempio di trovarci nel mercato dei cellulari di un certo paese.
Ipotizziamo per semplicità che in questo paese di vi siano 1.000 persone potenzialmente interessate al nostro cellulare.
Nel grafico sottostante mostriamo la curva di domanda per questo cellulare.

Sull’asse orizzontale del grafico vediamo la quantità di cellulari Q, mentre sull’asse verticale misuriamo il livello del prezzo P.
Il punto A della curva di domanda indica il prezzo massimo che i consumatori del paese sono disposti a tollerare.
Le coordinate di questo punto sono (0, 500) = (QA , PA)
Questo significa che la quantità acquista in riferimento ad un prezzo pari a 500 (e a prezzi superiori) è pari a zero.
I nostri consumatori cominceranno ad acquistare cellulari solamente quando il prezzo diminuisce.
Il punto B della figura di coordinate (200, 400) = (QB , PB) ci dice che vi saranno 200 consumatori disposti ad acquistare il cellulare quando il prezzo è pari a 200 euro.
In modo analogo il punto C della curva (400, 300) = (QC , PC) ci suggerisce che quando il prezzo è a quota 300 euro vi saranno 400 consumatori che acquisteranno il cellulare.
Notiamo bene anche il punto D di coordinate (1000, 0) = (QD , PD)che si trova alla fine della curva di domanda.
In questa situazione il prezzo del cellulare è pari a zero è chiaramente tutte le persone interessate saranno interessate a comprarlo.

SPOSTAMENTI LUNGO LA CURVA DI DOMANDA
La curva di domanda definisce una relazione tra il prezzo di un bene e la quantità richiesta dai consumatori.
Quindi quando facciamo variare il prezzo varia la quantità acquistata.
In questo caso diciamo che stiamo spostando “lungo la curva di domanda”.
Nel grafico mostriamo lo spostamento lungo la curva di domanda dal punto 1 al punto 2.

SPOSTAMENTI DELLA CURVA DI DOMANDA
Ricordiamo che la quantità di un certo bene X dipende altre che dal prezzo Px dello stesso bene anche da altri elementi quali :
- reddito R
- preferenze espresse tramite una funzione di utilità U(x,y)
- Prezzo di un altro bene Y (Py)
Se vogliamo esprimere matematicamente in una maniera sintetica la che la quantità dipende da questi fattori possiamo scrivere:
$$Q=Q(P_x, R; U(x,y); P_y)$$

Dunque qualsiasi altro elemento che non sia il prezzo del bene stesso fa variare la domanda del bene X.
In questo caso vedremo uno spostamento della curva di domanda.
Quando la domanda cresce la funzione di domanda si sposta a destra (alcune volte si dice in alto).
Mentre quando la domanda diminuisce la curva di domanda si sposta a sinistra (basso).

Diversamente poi ci sono alcuni beni detti inferiori.
In questo caso quando cresce il reddito il consumo dei beni inferiori diminuisce e la curva di domanda si sposta a sinistra.
Mentre quando il reddito diminuisce la curva si espande verso destra e il consumo del bene inferiore aumenta.

CAMBIAMENTI NELLE PREFERENZE
Le preferenze di un individuo svolgono un ruolo cruciale nella scelta di come gestire il suo reddito nell’acquisto di beni differenti.
Un cambiamento di tali preferenze espresso da una funzione di utilità spinge quindi ad acquistare più o meno beni di un determinato tipo.
Quando questo cambiamento riguarda un gruppo molto ampio di individui può spingere in alto (destra) o in basso (sinistra) la domanda di quel bene.
Supponiamo che esistano solo due sport: il calcio e il tennis e che ogni individuo abbia un certo budget annuale che può utilizzare nell’acquisto di palloni da calcio o racchette da tennis.
Certamente una vittoria in una competizione di tennis importante di un connazionale, come ad esempio quella dell’italiano Sinner nell’Australiani Open, può spostare le preferenze verso il tennis a scapito del calcio.
Dunque aumenta nel mercato del tennis la richiesta di racchette da tennis.
La curva di domanda delle racchette si sposta verso destra
(Ovviamente nel mercato dei palloni da calcio vedremo la situazione opposta)

INFORMAZIONE NEGATIVA O POSITIVA
In un sistema come il nostro l’informazione su alcune citaristiche di un prodotto può incidere in maniera forte sui gruppi di consumo.
Informazioni positive o negative su quel prodotto quindi modificano le nostre scelte di consumo.
Supponiamo che esca una ricerca scientifica che indica una forte connessione tra il consumo dei latticini e la diffusione dei tumori.
Questa informazione verrà recepita dai consumatori che diminuiranno quindi il consumo dei derivati del latte.
La curva di domanda dei latticini si sposta a sinistra.
In modo analogo possiamo pensare ai risultati di un’altra ricerca che andare in montagnadiminuisce lo stress e aumenta la vita.
Molto probabilmente il mercato degli scarponi da montagna ne trarrà goduria e la curva di domanda degli scarponi si sposterà a destra

CAMBIAMENTO NEL PREZZO DI ALTRI BENI
Anche il cambiamento nel prezzo di altri beni può essere una causa dello spostamento della curva di domanda di un bene.
Supponendo infatti di trovarci di fronte a due beni X e Y perfetti sostituti , quandoaumenta il prezzo di Y il nostro consumo può orientarsi interamente verso il bene X.
Di conseguenza aumenta la domanda di bene X.
Possiamo pensare a questa situazione ad esempio con il burro e la margarina, oppure con il the e il caffè.
Accade esattamente al contrario quando i beni sono complementari.
In questo caso un aumenta il prezzo di Y determina una riduzione nella domanda di entrambi i beni
Ad esempio pensiamo alle coppie: uova e pancetta oppure fette biscottate e marmellata.
Ovviamente questi esempi si rivolgono a gruppi di consumatori che mantengono proporzioni fisse nel consumo dei beni

IMPARA LA MICROECONOMIA
Comincia un viaggio che parte dalle scelte dei consumatori e delle imprese fino ad arrivare alle forme di mercato come libera concorrenza perfetta e il monopolio.
OFFERTA DI MERCATO
L’offerta di mercato è formata da tutti i produttori del bene di quel mercato.
Nel caso della concorrenza perfetta l’offerta è frammentata in molti produttori molto piccoli che vengono definiti “price taker”.
La situazione opposta è quella del monopolio in cui esiste un solo produttore, il monopolista.
In mezzo ci sono i casi della concorrenza monopolistica e dell’oligopolio.
Noi prenderemo a riferimento il caso della concorrenza perfetta con molti produttori.
Quando parliamo della curva di offerta intendiamo pertanto il comportano aggregato dei produttori.
LA CURVA DI OFFERTA
La curva di offerta è una relazione positiva che esiste tra il prezzo e la quantità offerta dalle imprese che operano in un certo mercato.
Questo significa che quando sale il prezzo di un bene i produttori saranno disposti a produrre un quantitativo maggiore di bene.
Pertanto la curva di offerta risulta inclinata positivamente.

ESEMPIO PRATICO DI CURVA DI OFFERTA DI MERCATO
Per entrare più nel vivo della questione facciamo un esempio di curva di offerta.
Immaginiamo di essere nel mercato del grano e di voler capire come varia la quantità offerta in una certa zona geografica.
Dopo varie indagini riusciamo a rappresentare la curva di offerta sottostante

Sull’asse orizzontale abbiamo la quantità di grano offerta espressa in Kg, mentre sull’asse verticale troviamo il prezzo del grano misurato in euro al Kilo.
La curva di offerta parte dal punto di coordinate (100,3), che è anche chiamato punto di chiusura dell’offerta.
Questo significa che quando il grano viene venduto a 3 euro/kilo il mercato offre 100 kilogrammi di bene.
Al di sotto di tale prezzo nessuna impresa è disposta ad offrire alcunché.
Quando il prezzo sale a 4 euro al kilo la quantità offerta passa a 200 kili, in aumento di 100 kili rispetto al precedente punto.
Addirittura quando il prezzo sale fino a 6 euro tutto il mercato e dunque tutte le imprese del mercato saranno disposte ad offrire una quantità di 400 kilogrammi di grano
L’ultimo punto visibile della curva è quello dove il prezzo è a 9 euro la quantità offerta è 700 kili.
CURVA DI OFFERTA E COSTO MARGINALE
La curva di offerta di mercato è data dalla somma orizzontale delle curve di offerta delle singole imprese.
Ogni curva di offerta delle singole imprese è data a sua volta dalla curva di costo marginale.
Ricordiamo che il costo marginale è il costo incrementale di ogni unità aggiuntiva prodotta dall’impresa a partire dal punto di chiusura.
Matematicamente parlando il costo marginale è la derivata prima del costo (totale o variabile) in funzione della quantità.
$$\text{CM}=\frac{\text{d}CT}{\text{d}Q}=\frac{\frac{d}CV}{\text{d}Q}$$

Il tratto di curva che ci interessa è generalmente crescente, il che significa che ogni unità incrementale prodotta presenta via via un costo sempre maggiore.
La curva di offerta dell’impresa è definita a partire punto di chiusura e si determina in corrispondenza della quantità in cui il costo marginale eguaglia il costo medio.

La somma orizzontale di tutte le funzioni di offerta delle imprese forma la curva di offerta di mercato.
In corrispondenza di ogni livello di costo marginale (o di prezzo) andiamo a sommare tutte le quantità prodotte da ogni impresa.
Nell’esempio sotto è mostrata la curva di offerta dei mercato ricavata dalle curve di offerta di tre imprese.

SPOSTAMENTI LUNGO LA CURVA DI OFFERTA
La curva di offerta di mercato è una relazione che associa ad ogni livello di prezzo la quantità che le imprese di quel mercato offrono.
Quando dunque cambiamo il prezzo del bene cambia anche la quantità offerta dalle imprese.
In particolare se il prezzo aumenta dal livello P1 al livello P2, la quantità offerta aumenta dal livello Q1 al livello Q2.
Quando ci muoviamo dal punto di equilibrio 1 al punto di equilibrio 2 ci stiamo spostando lungo la curva di offerta

SPOSTAMENTI DELLA CURVA DI OFFERTA
La curva di offerta del mercato è una funzione che dipende principalmente da diversi fattori quali: il prezzo, il costo marginale e la quantità delle imprese che ci sono nel mercato.
Dunque quando cambia uno di questi elementi vediamo un corrispondente cambiamento nella curva
CAMBIAMENTI NEL COSTO MARGINALE
Nel mercato dove operano le imprese ci possono essere dei cambiamenti a livello macroeconomico che cambiano la struttura dei costi marginali.
Possiamo ad esempio pensare all’incremento del prezzo delle fonti di energia come il gas o petrolio dovuti ad esempio a guerre o tensioni internazionali.
In questo caso in molti settori abbiamo un’impennata dei costi marginali dell’impresa che a loro volta spingo in alto le curve di costo marginali delle imprese.
L’effetto complessivo è dunque uno spostamento verso l’alto della curva di offerta che equivale ad uno spostamento verso sinistra.
Dunque possiamo affermare che l’offerta di mercato diminuisce a seguito di un aumento del costo marginale.
D’altro canto possiamo invece trovare situazioni che fanno diminuire i costimarginali.
Pensiamo ad esempio a nuove scoperte tecnologiche che rendono più efficiente un processo di produzione.
In questo caso le curve di costo marginale delle imprese scendono e la curva di offerta di mercato si sposta verso il basso o verso destra.
Dunque possiamo osservare che l’offerta di mercato aumenta in seguito ad una diminuzione del costo marginale.

CAMBIAMENTO NEL NUMERO DI IMPRESE
Aumenti o diminuzioni del numero delle imprese operanti in un certo mercato fanno variare la curva di offerta di mercato.
In particolare quando aumenta il numero delle imprese diminuisce la pendenzadella curva di offerta.
Il che equivale ad un spostamento verso destra della curva di offerta, sempre più evidente a mano a mano aumenta la quantità.
Questo significa che per ogni dato livello di prezzo aumenta la quantità offerta di quel determinato bene o in quel determinato settore.
Specularmente quando il numero di imprese diminuisce a causa ad esempio di una crisi economica l’inclinazione della curva di offerta aumenta.
Questa situazione equivale ad un corrispondente spostamento della curva a sinistra, in modo asimmetrico rispetto alla quantità.
Per ogni dato livello di prezzo la produzione del bene diventa minore.

IMPARA LA MICROECONOMIA
Comincia un viaggio che parte dalle scelte dei consumatori e delle imprese fino ad arrivare alle forme di mercato come libera concorrenza perfetta e il monopolio.
PREZZO E QUANTITÀ DI EQUILIBRIO
Quando la domanda eguaglia l’offerta si determinano il prezzo e la quantità di equilibrio di un bene.
La quantità di equilibrio è quella che viene prodotta dalle imprese e acquistata dai consumatori.
Allo stesso modo il prezzo di equilibrio è quello cui i produttori vendono il prodotto e i consumatori pagano per ottenere il bene o servizio.

SURPLUS DEI CONSUMATORI E SURPLUS DEI PRODUTTORI
Quando il mercato raggiunge un dato equilibrio possiamo misurare il benessere che le imprese ed i consumatori traggono da questa situazione.
In particolare questo benessere prende il nome di surplus e in un mercato senza stato si ripartisce tra i consumatori e i produttori.
Il surplus dei consumatori è la parte di piano che si trova sotto la curva di domanda, sopra il prezzo e a sinistra della quantità.
Mentre il surplus dei produttori si trova sopra la curva di offerta, sotto il prezzo e sinistra della quantità.

ESEMPIO MATEMATICO DI EQUILIBRIO DI MERCATO
Vediamo un semplice esempio matematico di equilibrio di domanda e offerta.
Supponiamo che in un mercato in concorrenza perfetta sia caratterizzato dalle seguenti curve di domanda e offerta.
$$D:\ Q_D=50-P\quad O:\ Q_O=10-p$$

Determina la quantità e il prezzo di equilibrio e calcola il surplus dei consumatori e dei produttori, ipotizzando che il prezzo minimo di entrata per i produttori sia 5 euro.
SVOLGIMENTO
Per determinare il punto di equilibrio del mercato mettiamo a sistema l’equazione della curva di domanda con la curva di offerta.
$$\begin{array}{l} D:\ \\ O:\ \end{array}\begin{cases}Q_D=50-P\\ Q_O=10-P \end{cases}$$

Eguagliamo ora la quantità domandata a quella offerta
$$\begin{aligned}&Q_D=Q_O\ \to\ 50-P=10+P\\&\\&2P=40\ to\ P=\frac{40}{2}\ \to\ P=20\end{aligned}$$


Il prezzo di equilibrio risulta dunque 20.
Andiamo ora a sostituirlo nella quantità domanda per determinare la quantità di equilibrio
$$Q_D=50-20=30$$

Otteniamo ovviamente lo stesso risultato quando andiamo a sostituirlo nella quantità offerta dai produttori
$$Q_O=10+20=30$$

Sul mercato vengo scambiati 30 beni al prezzo di 20 euro.
GERAFICO DELL’EQUILIBRIO
Per rappresentare il grafico della domanda e dell’offerta può essere utile ricavare il prezzo in funzione della quantità
$$\begin{array}{l}D:&Q=50-P&\to&P=50-Q\\ O:&Q=10+P&\to&P=-10+Q \end{array}$$


Stiamo attenti che nel caso dell’offerta il prezzo minimo di entrata è pari a 5 euro dunque andiamo a calcolare il valore della quantità corrispondente
$$P_{\text{MIN}}\ \to\ Q_{\text{MIN}}=10+5=15$$

Questo significa che sotto il prezzo di 5 euro non vi sarà alcuna offerta, mentre a partire da 10 euro le imprese cominciamo ad entrare nel mercato con una produzione pari a 15 unità.

SURPLUS DEI CONSUMATORI E DEI PRODUTTORI
Il surplus dei consumatori è l’area del triangolo rettangolo sotto la curva di domanda, sopra il prezzo di equilibrio e a sinistra della quantità
$$S_C=\frac{1}{2}\cdot30\cdot(50-20)=450$$

Mentre il surplus dei produttori è l’area del trapezio rettangoli sopra la curva di offerta, sotto il prezzo di equilibrio e a sinistra della quantità.
$$S_C=\frac{1}{2}\cdot(15+30)\cdot(20-5)=337,5$$


SPOSTAMENTI DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA
Il prezzo e la quantità di equilibrio sono raggiunti con l’incontro della domanda e dell’offerta.
Dunque lo spostamento di una delle due curve determina un nuovo equilibrio
SPOSTAMENTI DELLA DOMANDA
Un aumento della domanda (verso destra) determina un aumento del prezzo e della quantità di equilibrio.
Mentre una diminuzione della domanda (sinistra) porta ad un prezzo e una quantità di equilibrio più basse.

SPOSTAMENTI DELL’OFFERTA
Un aumento dell’offerta (verso destra) determina una diminuzione del prezzo e un aumento della quantità di equilibrio.
Mentre una diminuzione dell’offerta (sinistra) porta ad un prezzo più alto e una quantità più bassa.

INTERVENTO DELLO STATO
Lo stato è un terzo attore che può modificare la situazione di equilibrio all’interno di un mercato ed in generale nell’economia.
Le motivazioni di tali interventi sono molteplici e riguardano principalmente il raggiungimento di un equilibrio detto paretiano.
Gli strumenti che uno stato ha a disposizione per intervenire all’interno di un’economia sono molteplici e tra questi ricordiamo:
- Tassa sui consumi e sulla produzione
- Fissazione di un prezzo massimo o minimo
- Quantità massima o minima consumata o prodotta
Questi interventi generano una ripartizione del benessere sociali in tre gruppi: consumatori, produttori e stato.
Un aspetto molto criticato dal pensiero liberista è che oltre a questa ripartizione si crea una perdita sociale che è detta perdita secca.
Cerchiamo di capire quali effetti può avere ad esempio una tassa.
EFFETTI DI UNA TASSA SUL CONSUMO
Vediamo di descrivere che cosa accade quando lo stato impone una tassa T sui beni acquistati dal consumatore.
Questa tassa fa spostare la curva di domanda verso il basso di una quota di prezzo pari alla tassa T.
Chiamiamo D’ la nuova curva di domanda e E’ il nuovo punto di equilibrio, in corrispondenza di una quantità Q’ minore ed un prezzo P’+T maggiore rispetto a prima

Per valutare gli effetti complessivi sul benessere dobbiamo fare riferimento ai valori dei prezzi sulla prima curva di domanda e offerta in corrispondenza della nuova quantità di equilibrio.
La zona blu indica il nuovo surplus dei consumatori mentre la zona blu è il nuovo surplus del consumatore.
Il rettangolo centrale rappresenta il surplus dello stato.
Da notare che questo rettangolo ha come base la quantità di equilibrio e come altezza l’importo della tassa T.
L’area del rettangolo indica quindi tutti gli introiti provenienti dalla tassazione detto gettito fiscale

La seconda cosa che notiamo è che il surplus complessivo sociale è diminuitorispetto all’assenza di imposte.
Questa zona di perdita di benessere la definiamo perdita secca.
Al netto di tutto possiamo sostenere che l’intervento dello stato ha diminuito sia il surplus dei consumatori che dei produttori accaparrandosi una fetta di questi surplus.
Vi è inoltre una parte di benessere che si è “bruciata” (perdita secca).

L’intervento dello stato dunque dovrebbe essere evitato all’interno dell’economia?
Secondo il pensiero liberista certamente si!
I liberisti sostengono che il mercato è in grado di autoregolarsi e di raggiungere un equilibrio paretiano in modo autonomo.
Dunque secondo questa visione l’intervento statale all’interno dell’economia serve solo a raggiungere una situazione di equilibrio peggiore.
La storia ha comunque dimostrato che il libero mercato guidato dal solo egoismo può sfociare in dolorose crisi economiche, come quella avvenuta nel 1929.
Da questo punto in poi la storia economica del mondo occidentale è stata fortemente influenzata dal pensiero dell’economista John Maynard Keynes.
Secondo Keynes lo Stato deve svolgere un ruolo chiave per regole le fasi dei cicli economici.
Dunque gli strumenti di tassazione, regolazione dei prezzi e delle quantità servono a raggiungere questi scopi e a prevenire o mitigare le crisi economiche molto forti
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CURVA DI DOMANDA E DI OFFERTA NELLA MACROECONOMIA
Il modello microeconomico della domanda e dell’offerta viene replicato nella macroeconomiaattraverso il modello AS-AD.
Il termine AD sta per aggregate demand o semplicemente domanda aggregata.
Essa corrisponde all’equilibrio simultaneo che vi è sul mercato dei beni e sul mercato della moneta in termini reali
La curva AD risulta decrescente un aumento del livello dei prezzi riduce la produzione reale di un paese.
Quando aumentano i prezzi infatti si riduce l’offerta reale di moneta e questo genera un tasso reale di interesse maggiore.
Questo tasso maggiore fa diminuire gli investimenti reali privati e dunque fa decrescere il PIL in maniera più che proporzionale a causa dell’effetto del moltiplicatore keynesiano nel mercato beni.
Mentre il termine AS sta per aggregate supply che sarebbe l’offerta aggregata.
Questa curva riflette l’equilibrio che troviamo nel mercato del lavoro e tiene conto quindi sia della curva dei prezzi che della curva dei salari
La curva AS è crescente in quanto un aumento della produzione nazionale fa salire il livello dei prezzi e dunque l’inflazione.
Quando aumenta la produzione infatti il tasso di disoccupazione diminuisce e questo aumenta il potere contrattuale dei lavoratori.
Per le imprese i salari rappresentano un costo di produzione quindi rispondono aumentando il prezzo di vendita dei prodotti.
Questo sistema genera quello che si definisce la spirale prezzo-salario che in condizioni normali non desta grossi problemi ma quando è fuori controllo può generare situazioni pericolose.
Quando infatti si vanno ad innalzare le aspettative di inflazione si possono creare situazioni di iperinflazione con conseguente diminuzione della produzione nazionale.
Il sistema cartesiano mette sull’asse orizzontale il valore della produzione nazionale Y (PIL).
Sull’asse verticale troviamo il prezzo inteso come il prezzo medio di un paniere di beni di riferimento dell’economia.
Tale livello del prezzo viene utilizzato dagli istituti di statistica nazionale per calcolare l’inflazionenell’economia.
Il punto di incontro tra la domanda aggregata stabilisce quale sia la produzione di equilibrio a livello nazionale ed il corrispondente livello nei prezzi

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