
Nella teoria delle applicazioni lineari c’è un argomento che occupa una posizione strategica, ovvero ci riferiamo a: autovalori, autovettori e autospazi.
Tutta questa teoria si può verificare quando una funzione lineare collega due spazi vettoriali con la stessa dimensione.
Dunque quando passiamo ad esempio da uno spazio vettoriale V=Rn ad uno spazio W=Rn.
$$f:\ V=\mathbb{R^n}\to \mathbb{R^n}$$
In questo senso parliamo di endomorfismo.
La matrice A associata alla funzione lineare è dunque una matrice quadrata.
Un autovalore è una costante 𝜆 che motiplicata per un certo vettore v (detto autovettore) produce il medesimo risultato che applicare la funzione lineare f al vettore stesso.
Dunque vale la relazione per cui:
$$f(v)=\color{blue}{\lambda}v$$
Usando la matrice A associata alla funzione lineare possiamo dire che applicando la matrice al vettore si ottiene un multiplo del vettore stesso di ordine 𝜆
$$Av=\color{blue}{\lambda}v$$
L’autovettore è il vettore v non nullo cui viene applicata la funzione e che alla fine della trasformazione è il risultato stesso moltiplicato per l’autovalore 𝜆
$$f(\color{red}{v})=\lambda\color{red}{v}\quad\to\quad A\color{red}{v}=\lambda\color{red}{v}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale formato da tutti gli autovettori che sono associati ad un singolo autovalore.
Possiamo indicare l’autospazio associato all’autovalore 𝜆 con la denominazione V𝜆
$$V_\lambda=\{v\in v|f(v)=\lambda v\}$$
La dimensione dell’autospazio è dato dal numero di autovalori che sono contenuti nella base dell’autospazio
INDICE
- 1 ESEMPI DI AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
- 2 COME TROVARE AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
- 3 SCOPRI L’ALGEBRA LINEARE
- 4 IL CASO DI AUTOVALORI DISTINTI
- 5 ESEMPI DI AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
- 6 SCOPRI L’ALGEBRA LINEARE
- 7 AUTOVALORI CON MOLTEPLICITÀ MAGGIORE DI UNO
- 8 SCOPRI L’ALGEBRA LINEARE
- 9 L’ARTICOLO TI è PIACIUTO ?
ESEMPI DI AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Vediamo alcuni esempi pratici per capire meglio i concetti di: autovalori, autovettori e autospazi.
ESEMPIO 1
Ad esempio se consideriamo l’applicazione lineare che va da R2 a R2:
$$f:\mathbb{R^2}\to\mathbb{R^2}|\quad f \begin{pmatrix} x\\y \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} x\\3x+2y\end{pmatrix}$$
Possiamo affermare che il vettore
$$v=\begin{pmatrix}1\\-3 \end{pmatrix}$$
è un autovettore quanto se applichiamo la funzione lineare a questo vettore otteniamo un multiplo del vettore stesso, infatti:
$$f\begin{pmatrix}1\\-3 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}1\\3\cdot1+2\cdot(-3)\end{pmatrix}=\begin{pmatrix}1\\-3 \end{pmatrix}=1\cdot\begin{pmatrix}1\\-3 \end{pmatrix}$$
In questo caso questo autovettore risulta associato all’autovalore 1, infatti:
$$f(v)=v$$
Da notare altre due cose:
In primis che la matrice A associata alla funzione f rispetto alle basi canoniche è quadrata di ordine 2.
$$A=\begin{pmatrix}1&0\\3&2 \end{pmatrix}\quad\in M[2\times2]$$
Questa risulta infatti una condizione fondamentale per la ricerca di autovalori, autovettori e autospazi.
In secondo luogo che esistono infiniti autovettori del tipo kv multipli del vettore v.
Sono altresì autovettori associati allo stesso autovalore i vettori:
$$2v=\begin{pmatrix}2\\-6 \end{pmatrix}\quad 3v=\begin{pmatrix}3\\-9 \end{pmatrix}\quad 5v=\begin{pmatrix}5\\-15 \end{pmatrix}\quad -v=\begin{pmatrix}-1\\3 \end{pmatrix}\quad -2v=\begin{pmatrix}-2\\6 \end{pmatrix}\quad\cdots$$
Infatti per le proprietà di linearità dell’applicazione lineare:
$$f(v)=\lambda \quad\to\quad f(kv)=kf(v)=k(\lambda v)=\lambda(kv)$$
Si può facilmente dimostrare che la funzione in oggetto:
$$f:\mathbb{R^2}\to\mathbb{R^2}|\quad f \begin{pmatrix} x\\y \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} x\\3x+2y\end{pmatrix}$$
ammette un autospazio generato proprio dal vettore v con dimensione 1 la cui base è:
$$B_{V(\lambda=2)}=\left\{\begin{pmatrix} 1\\-3\end{pmatrix}\right\}$$
Chiaramente possiamo inserire un qualsiasi multiplo del vettore
ESEMPIO 2
Ad esempio se consideriamo l’applicazione lineare che va da R2 a R2:
$$f:\mathbb{R^3}\to\mathbb{R^3}|\quad f \begin{pmatrix} x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 7x-2y-2z\\y\\12x-4y-3z\end{pmatrix}$$
Possiamo affermare che il vettore
$$v_1=\begin{pmatrix}1\\0\\2 \end{pmatrix}$$
è un autovettore associato all’autovalore 3, infatti si verifica che:
$$f(v_1)=3\cdot v_1\to \\ f\begin{pmatrix}1\\0\\2 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}7\cdot1-2\cdot0-2\cdot2\\0\\12\cdot1-4\cdot0-3\cdot2 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}3\\0\\6 \end{pmatrix}=3\begin{pmatrix}1\\0\\2 \end{pmatrix}$$
Si può dimostrare che per il valore di 𝜆=3 è associato un autospazio con dimensione 1, la cui base è:
$$B_{V(\lambda=3)}=\left\{\begin{pmatrix} 1\\0\\2\end{pmatrix}\right\}$$
Per la stessa funzione si possono individuare altri due autovettori v2 e v3 associati all’autovalore 1
$$v_2=\begin{pmatrix}1\\2\\1 \end{pmatrix}\qquad v_3=\begin{pmatrix}0\\1\\-1 \end{pmatrix}\ : \\ \begin{array}{l} f(v_2)=f\begin{pmatrix}1\\2\\1 \end{pmatrix}&=&\begin{pmatrix} 7\cdot1-2\cdot2-2\cdot1\\2\\12\cdot1-4\cdot2-3\cdot1\end{pmatrix}&=&1\cdot\begin{pmatrix}1\\2\\1 \end{pmatrix}\\ f(v_3)=f\begin{pmatrix}0\\1\\-1 \end{pmatrix}&=&\begin{pmatrix} 7\cdot0-2\cdot1-2\cdot(-1)\\1\\12\cdot0-4\cdot1-3\cdot(-1)\end{pmatrix}&=&1\cdot\begin{pmatrix}0\\1\\-1 \end{pmatrix}\end{array}$$
L’autospazio associato a questo autovalore 1 ha dimensione 2 e la base è:
$$B_{V(\lambda=1)}=\left\{\begin{pmatrix}1\\2\\1 \end{pmatrix}\begin{pmatrix} 0\\1\\-1\end{pmatrix}\right\}$$
COME TROVARE AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Prima di partire vi consiglio di leggere questa teoria
- Prima di fare gli esercizi
- Dopo aver fatto il primo esercizio
- Ripetere per almeno 5 esercizi
Vi ci vorranno almeno 5 letture intervallate da altrettanti esercizi per comprenderla.
Il ragionamento da cui partire per trovare autovalori, autovettori e autospazi comincia con il considerare una applicazione lineare che vada da uno spazio vettoriale V ad uno spazio vettoriale W con la stessa dimensione
$$f:\ V\to W\quad\text{con $V,W\in\mathbb{R^n}$}$$
La funzione scritta in modo matriciale dove A è la matrice quadrata n⨯n associata alla funzione è dunque:
$$w=f(v)=Av\quad\text{con $A\in M[n\times n]$}$$
Ora dobbiamo cercare un vettore v (autovalore) non nullo che applicato alla funzione ci restituisca lo stesso vettore moltiplicato per 𝜆 (autovettore).
Dunque dobbiamo risolvere l’equazione:
$$Av=\lambda v$$
Possiamo rileggere il lato destro dell’equazione moltiplicando alla sinistra del vettore la matrice identica:
$$Av=\lambda Iv$$
Spostiamo dunque tutto sul lato sinistro:
$$Av-\lambda Iv=0$$
Dove lo 0 a destra è il vettore nullo.
Ora raccogliamo a fattor comune il vettore v a destra:
$$(A-\lambda I)v=0$$
Volendo inoltre che il vettore v non deve essere nullo deve per forza appartenere al Ker (nucleo) della funzione associata alla matrice A–𝜆Iv
Siccome questo nucleo è non banale (ancora una volta il vettore v è diverso da zero) deve necessariamente verificarsi la condizione che la funzione non deve essere iniettiva.
(Ricordiamo infatti che una funzione è iniettiva solo se il nucleo è banale ovvero possiede solo il vettore nullo )
Essendo la matrice A–𝜆I quadrata per definizione al fine di non essere iniettiva il suo rango è inferiore ad n (intesa come la dimensione dello spazio V)
Ricordiamo infatti che per determinare la dimensione del nucleo (Kerf) esiste la seguente formula:
$$\text{Dim(Ker)}=n-\rho(A-\lambda I)$$
Questo si verifica solamente in una situazione: il determinante della matrice deve essere nullo!
Impostando dunque l’equazione:
$$\text{det}(A-\lambda I)=0$$
Troviamo una equazione di grado n del tipo:
$$P^n(x)=0\to a_n\lambda^n+a_{n-1}\lambda^{n-1}+\cdots+a_2\lambda^2+a_1\lambda^1+a_0=0$$
Dove Pn(x) indica il polinomio caratteristico della matrice le cui soluzioni sono gli autovaloridella matrice
Se siamo fortunati e riusciamo a risolverla potremmo scomporre questo polinomio in n fattori di primo grado:
$$(\lambda-\lambda_1)(\lambda-\lambda_2)\cdots(\lambda-\lambda_{n-1})(\lambda-\lambda_n)=0$$
Questa cosa è sempre vera nel campo dei numeri complessi (ma non necessariamente nel campo dei numeri reali)
Da che otteniamo gli n autovalori:
$$\lambda=\lambda_1\quad\lambda=\lambda_2\quad\cdots\quad\lambda=\lambda_{n-1}\quad\lambda=\lambda_n$$
SCOPRI L’ALGEBRA LINEARE
Impara l’algebra lineare partendo da zero!
Un’emozionante viaggio che parte da vettori, matrici e sistemi lineari.
Passando per i concetto di rango e determinante arriverai fino fino agli spazi e sottospazi lineari, le funzioni lineari e la diagonalizzazione delle matrici, con tappa finale nelle coniche.
IL CASO DI AUTOVALORI DISTINTI
Quando tutti gli autovalori sono distinti diciamo che la molteplicità algebrica associata a quell’autovalore è pari a 1.
In questo caso per ogni autovalore esisterà certamente un autospazio generato da un solo autovettore.
Se consideriamo 𝜆0 una generica soluzione del polinomio caratteristico impostiamo la seguente equazione omogenea per trovare il relativo autospazio:
$$(A-\lambda_0)v=0$$
A questo punto risolveremo n equazioni omogenee determinando n autospazi di dimensione 1 ognuno dei quali è associato al suo autovalore
$$\begin{aligned}&\text{autovalori}:\ \lambda_1,\lambda_2, \dots, \lambda_{n-1}, \lambda_n\ \text{ (molteplicità algebrica $1$)} \\&\text{autovettori}:\ v_1,v_2,\dots, v_{n-1},v_n\ \text{ (autospazi di molteplicità algebrica $1$)}\end{aligned}$$
Definiamo allora due matrici S e D
La matrice S ha come colonne gli n autovettori sk(associati ad ogni autospazio)
$$S=\begin{pmatrix}s_1&s_2&\cdots&s_{n-1}&s_n \end{pmatrix}$$
Precisiamo che questi n autovettori formano una base degli spazi vettoriali V e W
La matrice D è la matrice diagonale lungo la cui diagonale ha gli n autovalori ordinati rispetto agli autovettori
$$D=\begin{pmatrix} \lambda_1&0&\cdots&0\\ 0&\lambda_2&\cdots&0\\ \vdots&\cdots&\ddots&\vdots\\ 0&0&\cdots&\lambda_n\end{pmatrix}$$
La relazione tra la matrice A associata alla base canonica della funzione, la matrice S degli autovettori e la matrice diagonale D degli autovalori è la seguente:
$$AS=SD$$
Il che significa che possiamo ottenere una matrice diagonale (quindi più semplice) associata alla funzione lineare moltiplicando A
- a sinistra per l’inversa di S
- a destra per S
$$D=S^{-1}AS$$
Dopo tutto ricordiamo che per cambiare la base ad una matrice moltiplichiamo a sinistra per la base del codominio e a destra per la base del dominio
Identicamente se vogliamo ricavare la matrice A partire dalla matrice diagonale D facciamo il ragionamento opposto, ovvero moltiplichiamo D
- a sinistra per la matrice S degli autovalori
- a destra per l’inversa di S
$$A=SDS^{-1}$$
Tutto bene fino a quando abbiamo n autovalori distinti.
Le cose potrebbero un po’ complicarsi quando abbiamo autovalori con molteplicità diversa.
ESEMPI DI AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Scommetto che se state leggendo per la prima volta questo argomento la teoria presentata sopra può sembrare abbastanza confusa e incomprensibile.
Per questo motivo andiamo a svolgere alcuni semplici esempi in cui, data una funzione lineare e ricavata la corrispondente matrice A associata alla base canonica ricerchiamo la corrispondente matrice diagonale D degli autovalori e la corrispondente matrice S degli autovettori, che identificano gli autospazi associati.
ESEMPIO 1 – AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Consideriamo la seguente funzione lineare che va da R2 a R2
$$f:\ \mathbb{R^2}\to\mathbb{R^2}\qquad f\begin{pmatrix} x\\y \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-x+2y\\-3x+4y \end{pmatrix}$$
RICERCA DEGLI AUTOVALORI
La matrice associata alla base canonica della funzione è:
$$A=\begin{pmatrix}-1&2\\-3&4 \end{pmatrix}$$
con rango pari a 2 in quanto abbiamo le colonne (righe) linearmente indipendenti
Andiamo alla ricerca del polinomio caratteristico studiando il determinante della matrice A–𝜆I uguale a zero
$$\text{det}(A-\lambda I)=0:\quad \left|\begin{pmatrix}-1\color{blue}{-\lambda}&2\\-3&4\color{blue}{-\lambda} \end{pmatrix}\right|=0$$
Entriamo quindi nello specifico dei calcoli:
$$ \begin{aligned}&(-1-\lambda)(4-\lambda)-2(-3)=0\\&(\lambda+1)(\lambda-4)+6=0\\&\lambda^2-3\lambda-4+6=0\\&\lambda^2-3\lambda+2=0\\&(\lambda-1)(\lambda-2)=0\\&\lambda=1\lor\lambda=2\end{aligned}$$
Abbiamo così trovato i due autovalori di molteplicità algebrica 1 della matrice.
Ad ogni autovalore corrisponde un autospazio di molteplicità geometrica 1 nella cui base troviamo un autovettore
RICERCA AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Cominciamo a calcolare il primo autospazio associato al primo autovalore usando la formula:
$$(A-\lambda_0I)v=0\quad\text{con $\lambda_0=1$}\\ \ \\ \begin{pmatrix} -1\color{blue}{-1}&2\\-3&4\color{blue}{-1}\end{pmatrix}\begin{pmatrix} x\\y\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 0\\0\end{pmatrix}$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases} -2x+2y=0\\-3x+3y=0\end{cases}$$
Tutte le equazioni some multiple dell’equazione:
$$-x+y=0\quad\to\quad y=x$$
Il nostro autospazio è dunque dato da un vettore di R2 del tipo:
$$v=\begin{pmatrix} x\\y\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} x\\x\end{pmatrix}=x\begin{pmatrix} 1\\1\end{pmatrix}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base l’autovettore (1,1)
$$B_{V(\lambda=1)}=\left\{\begin{pmatrix}1\\1 \end{pmatrix}\right\}$$
Se siamo come Giuda e non ci fidiamo del fatto che questo sia un autovettore associato all’autovettore 1 facciamo la prova del nove vedendo se è soddisfatta la condizione:
$$f(v)=\lambda v\quad\text{con }\ f(v)=f\begin{pmatrix} x\\y \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-x+2y\\-3x+4y \end{pmatrix}\\ \ \\ f\begin{pmatrix} 1\\1 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-1+2\cdot1\\-3\cdot1+4\cdot1 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1\\1\end{pmatrix}=1\cdot\begin{pmatrix} 1\\1\end{pmatrix}$$
L’equazione è correttamente verificata!
Passiamo ora alla ricerca del secondo autospazio collegato al secondo autovalore
Impostiamo ancora l’equazione
$$(A-\lambda_0I)v=0\quad\text{con $\lambda_0=2$}\\ \ \\ \begin{pmatrix} -1\color{blue}{-2}&2\\-3&4\color{blue}{-2}\end{pmatrix}\begin{pmatrix} x\\y\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 0\\0\end{pmatrix}$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases} -3x+2y=0\\-3x+2y=0\end{cases}$$
Le due equazioni sono equivalenti dunque ne eliminiamo una
$$-3x+2y=0\quad\to\quad y=\frac{3}{2}x$$
Il nostro autospazio è dunque dato da un vettore di R2 del tipo:
$$v=\begin{pmatrix} x\\y\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} x\\\frac{3}{2}x\end{pmatrix}=2x\begin{pmatrix} 2\\3\end{pmatrix}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base l’autovettore (2,3)
$$B_{V(\lambda=2)}=\left\{\begin{pmatrix}2\\3 \end{pmatrix}\right\}$$
Se non ci crediamo facciamo la prova:
$$f(v)=\lambda v\quad\text{con }\ f(v)=f\begin{pmatrix} x\\y \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-x+2y\\-3x+4y \end{pmatrix}\\ \ \\ f\begin{pmatrix} 2\\3 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-2+2\cdot3\\-3\cdot2+4\cdot3 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 4\\16\end{pmatrix}=2\cdot\begin{pmatrix} 2\\3\end{pmatrix}$$
L’equazione è correttamente verificata!
Facciamo dunque un riepilogo degli autovalori e dei relativi autovettori e autospazi
$$\begin{array}{l}\lambda_1=1&\to& B_{V(\lambda=1)}=\left\{\begin{pmatrix}1\\1 \end{pmatrix}\right\}\\ \lambda_2=2&\to& B_{V(\lambda=2)}=\left\{\begin{pmatrix}2\\3 \end{pmatrix}\right\}\end{array}$$
RELAZIONI MATRICIALI
Ora costruiamo la matrice diagonale D sulla cui diagonale troviamo gli autovalori ordinati
$$D=\begin{pmatrix}\lambda_1&0\\0&\lambda_2\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&0\\0&2\end{pmatrix}$$
Successivamente la matrice S degli autovettori scritti in colonna nello stesso ordine degli autovalori:
$$S=\begin{pmatrix}s_1&s_2 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&2\\1&3\end{pmatrix}$$
Affinché il tutto risulti corretto deve essere soddisfatta la relazione:
$$AS=SD=\lambda v\\ \ \\ \begin{pmatrix} -1&2\\-3$4\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&2\\1&3\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&2\\1&3\end{pmatrix}\begin{pmatrix}1&0\\0&2 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&4\\1&6\end{pmatrix}$$
Nelle colone di questa matrice troviamo il prodotto tra gli autovalori e gli autovettori.
In particolare possiamo considerare la matrice diagonale D come la matrice associata alla funzione f rispetto alla base S (matrice degli autovettori) del dominio V e del codominio W
$$A=SDS^{-1}$$
Per ottenere la matrice diagonale D a partire dalla matrice A canonica e dalla base S usiamo la formula:
$$D=S^{-1}AS\\ \ \\ D=\begin{pmatrix}1&2\\1&3\end{pmatrix}^{-1}\begin{pmatrix} -1&2\\-3&4\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&2\\1&3\end{pmatrix}=\begin{pmatrix}1&0\\0&2 \end{pmatrix}$$
Se invece vogliamo ottenere la matrice A della funzione lineare f associata alla base canonica di dominio e codominio dalla matrice diagonale e dalla base S usiamo la relazione inversa:
$$A=SDS^{-1}\\ \ \\ A=\begin{pmatrix}1&2\\1&3\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&0\\0&2\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&2\\1&3\end{pmatrix}^{-1}=\begin{pmatrix}-1&2\\-3&4 \end{pmatrix}$$
ESEMPIO 2 – AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Consideriamo la seguente funzione lineare che va da R3 a R3
$$f:\ \mathbb{R^3}\to\mathbb{R^3}\qquad f\begin{pmatrix} x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-7x-2y-2z\\4x-2z\\ 8x-3y-z \end{pmatrix}$$
RICERCA DEGLI AUTOVALORI
La matrice 3×3 associata alla base canonica della funzione è:
$$A=\begin{pmatrix}7&-2&-2\\4&0&-2\\8&-3&-1 \end{pmatrix}$$
con rango pari a 3 in quanto il determinante risulta diverso da zero
$$\det A=\left| \begin{array}{c}7&-2&-2\\4&0&-2\\8&-3&-1 \end{array} \right|=-4\left| \begin{array}{c} -2&-2\\-3&-1\end{array} \right|+2\left| \begin{array}{c}7&-2\\8&-3\end{array} \right|16-10=6$$
Andiamo alla ricerca del polinomio caratteristico studiando il determinante della matrice A–𝜆I uguale a zero
$$\text{det}(A-\lambda I)=0:\quad \left|\begin{pmatrix}7\color{blue}{-\lambda}&-2&-2\\4&0\color{blue}{-\lambda}&-2\\8&-3&-1\end{pmatrix}\right|=0$$
Applichiamo la regola di Laplace per il calcolo del determinante sulla seconda riga:
$$\begin{aligned}&-4\left| \begin{array}{c} -2&-2\\-3&-1-\lambda\end{array} \right|-\lambda\left| \begin{array}{c} 7-\lambda&-2\\8&-1-\lambda\end{array} \right|+2\left| \begin{array}{c} 7-\lambda&-2\\8&-3\end{array} \right|\\ \ \\ &4(2(\lambda+1)-6)+\lambda((\lambda-7)(\lambda+1)+16)-2(3(\lambda-7)+16)=0\\&4(2\lambda+2-6)+\lambda(\lambda^2-6\lambda-7+16)-2(3\lambda-21+16)=0\\&4(2\lambda-4)+\lambda(\lambda^2-6\lambda+9)-2(3\lambda-5)=0\\&8\lambda-16+\lambda^3-6\lambda^2+9\lambda-6\lambda+10=0\\&\lambda^3-6\lambda^2+11\lambda-6=0\end{aligned}$$
Applicando la scomposizione con Ruffini otteniamo:
$$(\lambda-1)(\lambda-2)(\lambda-3)=0$$
Da cui otteniamo che gli autovalori di molteplicità algebrica 1 sono
$$\lambda=1\lor\lambda=2\lor\lambda=3$$
Troviamo ora gli autospazi di molteplicità algebrica 1
RICERCA AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Cominciamo a calcolare il primo autospazio associato al primo autovalore usando la formula:
$$(A-\lambda_0I)v=0\quad\text{con $\lambda_0=1$}\\ \ \\ \begin{pmatrix} 7\color{blue}{-1}&-2&-2\\4&0\color{blue}{-1}&-2\\8&-3&-1\color{blue}{-1}\end{pmatrix}\begin{pmatrix} x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 0\\0\\0\end{pmatrix}$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases}6x-2y-2z=0\\4x-y-2z=0\\8x-3y-2z=0 \end{cases}$$
Dalla prima equazione otteniamo la y in funzione di x e z
$$\begin{aligned}&6x-2y-2z=0\\&3x-y-z=0\\&y=3x-z\end{aligned}$$
Dalla seconda equazione ricaviamo la y in funzione della x e della z
$$\begin{aligned}&4x-y-2z=0\\&y=4x-2z\end{aligned}$$
Eguagliamo le due equazioni per confronto e ricaviamo la x in funzione della z
$$3x-z=4x-2z\ \to\ x=z$$
Sostituiamo questo risultato nella prima in sospeso:
$$y=3z-z=2z$$
A questo punto il sistema è:
$$\begin{cases}x=z\\y=2z\\8x-3y-2z=0 \end{cases}$$
Inseriamo le prime due equazioni nella seconda per sostituzione e troviamo un’identità verificata per ogni z reale
$$8z-6z-2z=0\to0z=0\to\forall z\in\mathbb{R}$$
Il nostro autospazio è dunque dato da un vettore di R3 del tipo:
$$v=\begin{pmatrix}x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} z\\2z\\z\end{pmatrix}=z\begin{pmatrix} 1\\2\\1\end{pmatrix}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base l’autovettore (1, 2, 1)
$$B_{V(\lambda=1)}=\left\{\begin{pmatrix}1\\2\\1 \end{pmatrix}\right\}$$
Per rassicuraci del fatto che abbiamo fatto i conti a regola verifichiamo che si tratta realmente di un autovettore con autovalore 1
$$f(v)=\lambda v\quad\text{con }\ f(v)=f\begin{pmatrix} x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}7x-2y-2z\\4x-2z\\8x-3y-z \end{pmatrix}\\ \ \\ f\begin{pmatrix} 1\\2\\1 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}7\cdot1-2\cdot2-2\cdot1\\4\cdot1-2\cdot1\\8\cdot1-3\cdot2-1 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1\\2\\1\end{pmatrix}=1\cdot\begin{pmatrix} 1\\2\\1\end{pmatrix}$$
L’equazione è correttamente verificata!
Passiamo ora alla ricerca del secondo autospazio collegato al secondo autovalore
Impostiamo ancora l’equazione
$$(A-\lambda_0I)v=0\quad\text{con $\lambda_0=2$}\\ \ \\ \begin{pmatrix} 7\color{blue}{-2}&-2&-2\\4&0\color{blue}{-2}&-2\\8&-3&-1\color{blue}{-2}\end{pmatrix}\begin{pmatrix} x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 0\\0\\0\end{pmatrix}$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases}5x-2y-2z=0\\4x-2y-2z=0\\8x-3y-3z=0 \end{cases}$$
Dalla seconda equazione otteniamo la y in funzione di x e z
$$\begin{aligned}&4x-2y-2z=0\\&2x-y-z=0\\&y=2x-z\end{aligned}$$
Sostituiamo nella prima scoprendo una forma indeterminata
$$\begin{aligned}&5x-2y-2z=0\\&5x-2(2x-z)-2z=0\\&4x-4y+2z-2z=0\\&0x+0z=0\quad \forall x,y\in\mathbb{R^2}\end{aligned}$$
Non ci resta dunque che sostituire il valore della y nella terza equazione
$$\begin{aligned}&8x-3y-3z=0\\&8x-3(2x-z)-3z=0\\&8x-6x+3z-3z=0\\&x=0\end{aligned}$$
Il valore della x nell’autospazio è pari a zero ora inseriamo questo valore peroprio nella y della seconda equazione
$$y=2x-z\quad\to\quad y=-z$$
Ricapitolando:
$$\begin{cases}x=0\\y=-z\\ \forall x\in\mathbb{R} \end{cases}$$
Il nostro autospazio è dunque dato da un vettore di R2 del tipo:
$$v=\begin{pmatrix}x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 0\\-z\\z\end{pmatrix}=z\begin{pmatrix} 0\\-1\\1\end{pmatrix}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base l’autovettore (0, -1, 1)
$$B_{V(\lambda=2)}=\left\{\begin{pmatrix}0\\-1\\1 \end{pmatrix}\right\}$$
Per rassicuraci del fatto che abbiamo fatto i conti a regola verifichiamo che si tratta realmente di un autovettore con autovalore 2
$$f(v)=\lambda v\quad\text{con }\ f(v)=f\begin{pmatrix} x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}7x-2y-2z\\4x-2z\\8x-3y-z \end{pmatrix}\\ \ \\ f\begin{pmatrix} 0\\-1\\1 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}7\cdot0-2\cdot(-1)-2\cdot1\\4\cdot0-2\cdot1\\8\cdot0-3\cdot(-1)-1 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 0\\-2\\2\end{pmatrix}=2\cdot\begin{pmatrix} 0\\-1\\1\end{pmatrix}$$
L’equazione è correttamente verificata!
Ora andiamo a ricercare il terzo autospazio collegato all’autovalore 3
$$(A-\lambda_0I)v=0\quad\text{con $\lambda_0=3$}\\ \ \\ \begin{pmatrix} 7\color{blue}{-3}&-2&-2\\4&0\color{blue}{-3}&-2\\8&-3&-1\color{blue}{-3}\end{pmatrix}\begin{pmatrix} x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 0\\0\\0\end{pmatrix}$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases}4x-2y-2z=0\\4x-3y-2z=0\\8x-3y-4z=0 \end{cases}$$
Sottraiamo la seconda equazione dalla prima e ricaviamo la y
$$\begin{aligned}&\text_{EQ}_1-\text{EQ}_2\ :\\&(4x-4x)+(-2y+3y)+(-2z+2z)=0\\&y=0\end{aligned}$$
Sostituiamo questo risultato nella prima equazione per ricavare la z in funzione della x:
$$\begin{aligned}&4x-2y-2z\\&2x-y-z=0\\&2x-z=0\\&z=2x\end{aligned}$$
Inseriamo i valori trovati nella terza equazione ottenendo un’identità verificata per ogni x
$$\begin{aligned}&8x-3y-4z=0\\&8x-3\cdot0-4(2x)=0\\&0x=0\to\forall x\in\mathbb{R}\end{aligned}$$
A questo punto il sistema è:
$$\begin{cases}\forall x\in\mathbb{R}\\y=0\\z=2x \end{cases}$$
Il nostro autospazio è dunque dato da un vettore di R3 del tipo:
$$v=\begin{pmatrix} x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix}x\\0\\2x \end{pmatrix}=x\begin{pmatrix} 1\\0\\2\end{pmatrix}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base l’autovettore (1, 0, 2)
$$B_{V(\lambda=3)}=\left\{\begin{pmatrix}1\\0\\2 \end{pmatrix}\right\}$$
Verifichiamo che i calcoli siano corretti
$$f(v)=\lambda v\quad\text{con }\ f(v)=f\begin{pmatrix} x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}7x-2y-2z\\4x-2z\\8x-3y-z \end{pmatrix}\\ \ \\ f\begin{pmatrix} 1\\0\\2 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}7\cdot1-2\cdot0-2\cdot2\\4\cdot1-2\cdot2\\8\cdot1-3\cdot0-2 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 3\\0\\6\end{pmatrix}=3\cdot\begin{pmatrix} 1\\0\\2\end{pmatrix}$$
L’equazione è correttamente verificata!
Facciamo dunque un riepilogo degli autovalori e dei relativi autovettori e autospazi
$$\begin{array}{l}\lambda_1=1&\to&B_{V(\lambda=1)}=\left\{\begin{pmatrix} 1\\2\\1\end{pmatrix}\right\}\\ \lambda_2=2&\to&B_{V(\lambda=2)}=\left\{\begin{pmatrix} 0\\-1\\1\end{pmatrix}\right\}\\\lambda_3=3&\to&B_{V(\lambda=3)}=\left\{\begin{pmatrix} 1\\0\\2\end{pmatrix}\right\}\end{array}$$
RELAZIONI MATRICIALI
Ora costruiamo la matrice diagonale D sulla cui diagonale troviamo gli autovalori ordinati
$$D=\begin{pmatrix} \lambda_1&0&0\\0&\lambda_2&0\\0&0&\lambda_3\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&0&0\\0&2&0\\0&0&3\end{pmatrix}$$
Successivamente la matrice S degli autovettori scritti in colonna nello stesso ordine degli autovalori:
$$S=\begin{pmatrix} s_1&s_2&s_3\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&0&1\\2&-1&0\\1&2&2\end{pmatrix}$$
Ricordiamo inoltre che la matrice A associata alla funzione lineare relativa alle basi canoniche di dominio e codominio è
$$A=\begin{pmatrix} 7&-2&-2\\4&0&-1\\8&-3&-1\end{pmatrix}$$
Affinché il tutto risulti corretto deve essere soddisfatta la relazione:
$$AS=SD=\lambda v\\ \ \\\begin{pmatrix} 7&-2&-2\\4&0&-1\\8&-3&-1\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&0&1\\2&-1&0\\1&2&2\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&0&1\\2&-1&0\\1&2&2\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&0&0\\0&2&0\\0&0&3\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&0&3\\2&-2&0\\1&4&6\end{pmatrix} $$
Nelle colone di questa matrice troviamo il prodotto tra gli autovalori e gli autovettori.
In particolare possiamo considerare la matrice diagonale D come la matrice associata alla funzione f rispetto alla base S (matrice degli autovettori) del dominio V e del codominio W
Per ottenere la matrice diagonale a partire dalla matrice A canonica e dalla base S usiamo la formula:
$$D=S^{-1}AS\\ \ \\ D=\begin{pmatrix} 1&0&1\\2&-1&0\\1&2&2\end{pmatrix}^{-1}\begin{pmatrix} 7&-2&-2\\4&0&-1\\8&-3&-1\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&0&1\\2&-1&0\\1&2&2\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1&0&0\\0&2&0\\0&0&3\end{pmatrix}$$
Se invece vogliamo ottenere la matrice A canonica dalla matrice diagonale e dalla base S usiamo la relazione inversa:
$$A=SDS^{-1}\\ \ \\ A=\begin{pmatrix} 1&0&1\\2&-1&0\\1&2&2\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&0&0\\0&2&0\\0&0&3\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&0&1\\2&-1&0\\1&2&2\end{pmatrix}^{-1}=\begin{pmatrix} 7&-2&-2\\4&0&-1\\8&-3&-1\end{pmatrix}$$
SCOPRI L’ALGEBRA LINEARE
Impara l’algebra lineare partendo da zero!
Un’emozionante viaggio che parte da vettori, matrici e sistemi lineari.
Passando per i concetto di rango e determinante arriverai fino fino agli spazi e sottospazi lineari, le funzioni lineari e la diagonalizzazione delle matrici, con tappa finale nelle coniche.
AUTOVALORI CON MOLTEPLICITÀ MAGGIORE DI UNO
I casi che abbiamo analizzato sono relativi al caso di autovalori distinti, quindi con molteplicità algebrica pari a 1.
Ad ogni autovalore è associato un autospazio di molteplicità geometrica pari ad 1.
In questo caso la matrice risulta essere certamente diagonalizzabile in quanto in totale troviamo n autovettori indipendenti che formano una base.
Quando la molteplicità geometrica degli autovalori è maggiore di 1, ad esempio nk allora non è detto che corrisponda un autospazio di dimensione nk.
Solo in quest’ultima situazione la matrice è diagonalizzabile.
In generale proviamo a descrivere questa situazione partendo dal polinomio caratteristico:
$$P^n(x)=0\to a_n\lambda^n+a_{n-1}\lambda^{n-1}+\cdots+a_2\lambda^2+a_1\lambda^1+a_0=0$$
Dove Pn(x) indica il polinomio caratteristico della matrice le cui soluzioni sono gli autovaloridella matrice
Se siamo fortunati e riusciamo a risolverla potremmo scomporre questo polinomio in n fattori di primo grado:
$$(\lambda-\lambda_1)^{n_1}(\lambda-\lambda_2)^{n_2}\cdots(\lambda-\lambda_k)^{n_k}=0\qquad\text{con }\ n_1+n_2+\cdots+n_k=n$$
Da che otteniamo gli n autovalori:
$$\begin{array}{l} \lambda=\lambda_1&\text{con m.a.}&=n_1\\ \lambda=\lambda_2&\text{con m.a.}&=n_2\\ \dots&\dots\\ \lambda=\lambda_k&\text{con m.a.}&=n_k\end{array}$$
(m.a. sta per molteplicità algebrica)
Possiamo trovare una base di autovettori solamente nel caso in cui ad ogni autovalore risultata associato un autospazio con molteplicità geometrica pari a quella algebrica.
In caso contrario non sarà possibile avere la nostra base di autovettori dunque non esiste alcuna diagonalizzazione.
ESEMPIO 1 – AUTOVALORI CON MOLTEPLICITÀ MAGGIORE DI 1
Consideriamo la seguente funzione lineare che va da R2 a R2
$$f:\ \mathbb{R^2}\to\mathbb{R^2}\qquad f\begin{pmatrix}x\\y \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}x-y\\x+3y \end{pmatrix}$$
RICERCA DEGLI AUTOVALORI
La matrice associata alla base canonica della funzione è:
$$A=\begin{pmatrix} 1&-1\\1&3\end{pmatrix}$$
con rango pari a 2 in quanto abbiamo le colonne (righe) linearmente indipendenti
Andiamo alla ricerca del polinomio caratteristico studiando il determinante della matrice A–𝜆I uguale a zero
$$\det(A-\lambda I)=0\quad\to\quad \left| \begin{array}{c} 1\color{blue}{-\lambda}&-1\\1&3\color{blue}{-\lambda}\end{array} \right|=0$$
Entrando nei calcoli specifici otteniamo:
$$\begin{aligned}&(1-\lambda)(3-\lambda)-(-1)\cdot1=0\\&(\lambda-1)(\lambda-3)+1=0\\&\lambda^2-4\lambda+4=0\\&(\lambda-2)^2=0\\&\lambda=2\quad\text{con m.a.}=2\end{aligned}$$
Possiamo trovare una base di autovettori solo se a questo autovalore corrisponde un autospazio con molteplicità geometrica pari a due.
In altre parole la base di questo autospazio deve essere formata da due autovettori
RICERCA AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Impostiamo l’equazione per la ricerca degli autospazi:
$$(A-\lambda_0I)v=0\quad\text{con }\ \lambda_0=2\\ \ \\ \begin{pmatrix} 1\color{blue}{-2}&-1\\1&3\color{blue}{-2}\end{pmatrix}\begin{pmatrix}x\\y \end{pmatrix}\begin{pmatrix} 0\\0\end{pmatrix}$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases} -x-y=0\\x+y=0\end{cases}$$
Tutte le equazioni some multiple dell’equazione:
$$x+y=0\quad\to\quad y=-x$$
Il nostro autospazio possiede dunque un solo autovettore
$$v=\begin{pmatrix}x\\y \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} x\\-x\end{pmatrix}=x\begin{pmatrix}1\\-1 \end{pmatrix}$$
La base dell’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base l’autovettore (1,1)
$$B_{V\ (\lambda=2)}=\left\{\begin{pmatrix} 1&1\end{pmatrix}\right\}$$
La molteplicità dell’autospazio è pari ad 1 dunque non possiamo trovare una base di autovettori in R2.
Pertanto la matrice non è diagonalizzabile.
ESEMPIO 2 – AUTOVALORI CON MOLTEPLICITÀ MAGGIORE DI 1
Consideriamo la seguente funzione lineare che va da R3 a R3
$$f:\ \mathbb{R^3}\to\mathbb{R^3}\qquad f\begin{pmatrix} x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 2x+3z\\-2x+4y-2z\\2z\end{pmatrix}$$
RICERCA DEGLI AUTOVALORI
La matrice 3×3 associata alla base canonica della funzione è:
$$A=\begin{pmatrix} 2&0&3\\-2&4&-2\\0&0&2\end{pmatrix}$$
con rango pari a 3 in quanto il determinante risulta diverso da zero (terza riga)
$$\det A=\left| \begin{array}{c} 2&0&3\\-2&4&-2\\0&0&2\end{array} \right|=2\left| \begin{array}{c} 2&0\\-2&4\end{array} \right|=2\cdot8=16$$
Andiamo alla ricerca del polinomio caratteristico studiando il determinante della matrice A–𝜆I uguale a zero
$$\det(A-\lambda I)=0\quad\to\quad \left| \begin{array}{c} 2\color{blue}{-\lambda}&0&3\\-2&4\color{blue}{-\lambda}&-2\\0&0&2\color{blue}{-\lambda}\end{array} \right|=0$$
Applichiamo Laplace sulla terza riga:
$$\begin{aligned}&(2-\lambda)\left| \begin{array}{c} 2-\lambda&0\\-2&4-\lambda\end{array} \right|=0\\&(2-\lambda)(2-\lambda)(4-\lambda)=0\\&(\lambda-2)^2(\lambda-4)=0\end{aligned}$$
Da cui otteniamo un autovalore con molteplicità algebreica 2, ed un autovalore di molteplicità algreberica 1:
$$\begin{array}{l}\lambda=2 &\text{con m.a.}&=2\\ \lambda=4 &\text{con m.a.}&=1\end{array}$$
RICERCA AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Verifichiamo per prima cosa la dimensione dell’autospazio relativa all’autovalore con molteplicità algebrica 2, ovvero 2
$$(A-\lambda_0I)v=0\quad\text{con }\ \lambda_0=2\\ \ \\ \begin{pmatrix} 2\color{blue}{-2}&0&3\\-2&4\color{blue}{-2}&-2\\0&0&2\color{blue}{-2}\end{pmatrix}\begin{pmatrix}x\\y\\z \end{pmatrix}\begin{pmatrix} 0\\0\\0\end{pmatrix}$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases} 3x=0\\-2x+2y-2z=0\\0x+0y+0z=0\end{cases}$$
L’ultima equazione si esclude da sola, mentre dalla prima equazione abbiamo già il valore di x:
$$x=0$$
Sostituiamo tale valore nella seconda per ottenere la y in funzione di z
$$\begin{aligned}&-2x+2y-2z=0\\&-x+y-z=0\\&y-z=0\\&y=z\end{aligned}$$
A questo punto il sistema è:
$$\begin{cases}x=0\\y=z\\ \forall z\in\mathbb{R} \end{cases}$$
Il nostro autospazio è dunque dato da un vettore di R3 del tipo:
$$v=\begin{pmatrix} x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix}0\\z\\z \end{pmatrix}=z\begin{pmatrix} 0\\1\\1\end{pmatrix}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base l’autovettore (1, 2, 1)
$$B_{V\ (\lambda=2)}=\left\{\begin{pmatrix} 0\\1\\1\end{pmatrix}\right\}$$
Essendo l’autospazio di dimensione 1 concludiamo che la matrice non è diagonalizzabile.
ESEMPIO 3 – AUTOVALORI CON MOLTEPLICITÀ MAGGIORE DI 1
Consideriamo la seguente funzione lineare che va da R3 a R3
$$f:\ \mathbb{R^3}\to\mathbb{R^3}\qquad f\begin{pmatrix} x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} -5x+6y-3z\\-3x+4y-3z\\-2z\end{pmatrix}$$
RICERCA DEGLI AUTOVALORI
La matrice 3×3 associata alla base canonica della funzione è:
$$A=\begin{pmatrix} -5&6&-3\\-3&4&-3\\0&0&-2\end{pmatrix}$$
con rango pari a 3 in quanto il determinante risulta diverso da zero (ultima riga)
$$\det A=\left| \begin{array}{c}-5&6&-3\\-3&4&-3\\0&0&-2 \end{array} \right|=-2\left| \begin{array}{c} -5&6\\-3&4\end{array} \right|=-2(-20+18)=4$$
Andiamo alla ricerca del polinomio caratteristico studiando il determinante della matrice A–𝜆I uguale a zero
$$\det(A-\lambda I)=0\quad\to\quad \left| \begin{array}{c} -5\color{blue}{-\lambda}&6&-3\\-3&4\color{blue}{-\lambda}&-3\\0&0&-2\color{blue}{-\lambda}\end{array} \right|=0$$
Applichiamo Laplace sulla terza riga:
$$\begin{aligned}&(-2-\lambda)\left| \begin{array}{c} -5-\lambda&6\\-3&4-\lambda\end{array} \right|\\&(2+\lambda)\left((\lambda+5)(\lambda-4)+18\right)=0\\&(\lambda+2)(\lambda^2+\lambda-20+18)=0\\&(\lambda+2)(\lambda^2+\lambda-2)=0\\&(\lambda+2)(\lambda+2)(\lambda-1)=0\\ (\lambda+2)^2(\lambda-1)=0\end{aligned}$$
Da cui otteniamo che gli autovalori di molteplicità algebrica 1 sono
$$\begin{array}{l}\lambda=-2 &\text{con m.a.}&=2\\ \lambda=1 &\text{con m.a.}&=1\end{array}$$
RICERCA AUTOVETTORI E AUTOSPAZI
Troviamo subito l’autospazio associato all’autovalore con molteplicità algebrica 2, ovvero –2
$$\det(A-\lambda I)=0\quad\to\quad \left| \begin{array}{c} -5\color{blue}{+2}&6&-3\\-3&4\color{blue}{+2}&-3\\0&0&-2\color{blue}{+2}\end{array} \right|=0$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases}-3x+6y-3z=0\\-3x+6y-3z=0\\0x+0y+0z \end{cases}$$
L’ultima equazione scompare mentre le prime due sono multiple quindi consideriamo solo la prima equazione
$$\begin{aligned}&-3x+6y-3z=0\\&x-2y+z=0\\&x=2y-z\end{aligned}$$
A questo punto il sistema è verificato per ogni y e z reale
$$\begin{cases}x=2y-z\\ \forall y\in\mathbb{R}\\ \forall y\in\mathbb{R} \end{cases}$$
Il nostro autospazio è dunque dato da un vettore di R3 del tipo:
$$v=\begin{pmatrix} x\\y\\z\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 2y-z\\y\\z\end{pmatrix}=y\begin{pmatrix} 2\\1\\0\end{pmatrix}+z\begin{pmatrix}-1\\0\\1 \end{pmatrix}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base due autovettori dunque ha molteplicità geometrica pari a 2
$$B_{V\ (\lambda=-2)}=\left\{\begin{pmatrix} 2\\1\\0\end{pmatrix}, \begin{pmatrix} -1\\0\\1\end{pmatrix}\right\}$$
La matrice in questo caso risulta perfettamente diagonalizzabile in quanto la molteplicità geometrica dell’ultimo autospazio sarà certamente pari a 1
Verifichiamo comunque i due autovettori dell’autospazio con la formula
$$f(v)=\lambda v\quad\text{con }\ f(v)=f\begin{pmatrix} x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-5x+6y-3z\\-3x+4y-3z\\-2z\end{pmatrix}\\ \ \\\begin{array}{l} f\begin{pmatrix} 2\\1\\0 \end{pmatrix}&=&\begin{pmatrix}-5\cdot2+6\cdot1+3\cdot0\\-3\cdot2+4\cdot1-3\cdot0\\-2\cdot0\end{pmatrix}&=&\begin{pmatrix} -4\\-2\\0\end{pmatrix}&=&-2\cdot\begin{pmatrix} 2\\1\\0\end{pmatrix}\\ f\begin{pmatrix} -1\\0\\1 \end{pmatrix}&=&\begin{pmatrix}-5\cdot(-1)+6\cdot0+3\cdot1\\-3\cdot(-1)+4\cdot0-3\cdot1\\-2\cdot1\end{pmatrix}&=&\begin{pmatrix} 2\\0\\-2\end{pmatrix}&=&-2\cdot\begin{pmatrix} -1\\0\\1\end{pmatrix}\end{array}$$
Le equazione risultano perfettamente verificate!
Passiamo ora alla ricerca dell’autospazio associato a 𝜆=1
Impostiamo ancora l’equazione
$$\det(A-\lambda I)=0\quad\to\quad \left| \begin{array}{c} -5\color{blue}{-1}&6&-3\\-3&4\color{blue}{-1}&-3\\0&0&-2\color{blue}{-1}\end{array} \right|=0$$
Giungiamo al sistema lineare omogeneo:
$$\begin{cases} -6x+6y-3z=0\\ -3x+3y-3z=0\\-3z=0\end{cases}$$
Dalla terza equazione otteniamo subito la z
$$-3z=0\quad\to\quad z=0$$
Inseriamo nella prima scoprendo una forma indeterminata
$$\begin{aligned}&-6x+6y-3z=0\\&2x-2y+z=0\\&2x-2y=0\\&x=y\end{aligned}$$
Inseriamo tutto nella seconda equazione
$$\begin{aligned}&-3x+3y-3z=0\\&x-y+z=0\\&y-y+0=0\\&0y=0\quad\to\quad \forall y\in\mathbb{R}\end{aligned}$$
Ricapitolando:
$$\begin{cases} x=y\\ \forall y\in\mathbb{R}\\z=0\end{cases}$$
Il nostro autospazio è dunque dato da un vettore di R3 del tipo:
$$v=\begin{pmatrix}x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix} y\\y\\0\end{pmatrix}=y\begin{pmatrix} 1\\1\\0\end{pmatrix}$$
L’autospazio è un sottospazio vettoriale che ha per base l’autovettore (0, -1, 1)
$$B_{V\ (\lambda=1)}=\left\{\begin{pmatrix} 1\\1\\0\end{pmatrix}\right\}$$
Per rassicuraci del fatto che abbiamo fatto i conti a regola verifichiamo che si tratta realmente di un autovettore con autovalore 2
$$f(v)=\lambda v\quad\text{con }\ f(v)=f\begin{pmatrix} x\\y\\z \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-5x+6y-3z\\-3x+4y-3z\\-2z \end{pmatrix}\\ \ \\ f\begin{pmatrix} 1\\1\\0 \end{pmatrix}=\begin{pmatrix}-5\cdot1+6\cdot1-3\cdot0\\-3\cdot1+4\cdot1-3\cdot0\\-2\cdot0\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 1\\1\\0\end{pmatrix}=1\cdot\begin{pmatrix} 1\\1\\0\end{pmatrix}$$
L’equazione è correttamente verificata!
Facciamo dunque un riepilogo degli autovalori e dei relativi autovettori e autospazi
$$\begin{array}{l}\lambda_1=-2&\text{m.a.}=2&\to&B_{V\ (\lambda=-2)}=\left\{\begin{pmatrix} 2\\1\\0\end{pmatrix}, \begin{pmatrix} -1\\0\\1\end{pmatrix}\right\}&\text{m.g.}=2\\ \lambda_2=1&\text{m.a.}=1&\to&B_{V\ (\lambda=1)}=\left\{\begin{pmatrix} 1\\1\\0\end{pmatrix}\right\}&\text{m.g.}=1 \end{array}$$
Ad ogni autovalore corrisponde un autospazio con molteplicità geometrica pari alla sua molteplicità algebrica.
La matrice è dunque diagonalizzabile poiché abbiamo trovato in R3 una base di autovettori.
RELAZIONI MATRICIALI
Ora costruiamo la matrice diagonale D sulla cui diagonale troviamo gli autovalori ordinati
$$D=\begin{pmatrix} \lambda_1&0&0\\0&\lambda_2&0\\0&0&\lambda_3\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} -2&0&0\\0&-2&0\\0&0&1\end{pmatrix}$$
Successivamente la matrice S degli autovettori scritti in colonna nello stesso ordine degli autovalori:
$$S=\begin{pmatrix} s_1&s_2&s_3\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 2&-1&1\\1&0&1\\0&1&0\end{pmatrix}$$
Da notare che potremmo anche disporre i due autovettori relativi all’autovalore di molteplicità 2 in modo differente
Ricordiamo inoltre che la matrice A associata alla funzione lineare relativa alle basi canoniche di dominio e codominio è
$$A=\begin{pmatrix} -5&6&-3\\-3&4&-3\\0&0&-2\end{pmatrix}$$
Affinché il tutto risulti corretto deve essere soddisfatta la relazione:
$$AS=SD=\lambda v\\ \ \\\begin{pmatrix} -5&6&-3\\-3&4&-3\\0&0&-2\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 2&-1&1\\1&0&1\\0&1&0\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} 2&-1&1\\1&0&1\\0&1&0\end{pmatrix}\begin{pmatrix} -2&0&0\\0&-2&0\\0&0&1\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} -4&2&1\\-2&0&1\\0&-2&0\end{pmatrix} $$
Nelle colone di questa matrice troviamo il prodotto tra gli autovalori e gli autovettori.
In particolare possiamo considerare la matrice diagonale D come la matrice associata alla funzione f rispetto alla base S (matrice degli autovettori) del dominio V e del codominio W
Per ottenere la matrice diagonale a partire dalla matrice A canonica e dalla base S usiamo la formula:
$$D=S^{-1}AS\\ \ \\ D=\begin{pmatrix} 2&-1&1\\1&0&1\\0&1&0\end{pmatrix}^{-1}\begin{pmatrix} -5&6&-3\\-3&4&-3\\0&0&-2\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 2&-1&1\\1&0&1\\0&1&0\end{pmatrix}=\begin{pmatrix} -2&0&0\\0&-2&0\\0&0&1\end{pmatrix}$$
Se invece vogliamo ottenere la matrice A canonica dalla matrice diagonale e dalla base S usiamo la relazione inversa:
$$A=SDS^{-1}\\ \ \\ A=\begin{pmatrix} 2&-1&1\\1&0&1\\0&1&0\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1&0&0\\0&2&0\\0&0&3\end{pmatrix}\begin{pmatrix} 2&-1&1\\1&0&1\\0&1&0\end{pmatrix}^{-1}=\begin{pmatrix} -5&6&-3\\-3&4&-3\\0&0&-2\end{pmatrix}$$
SCOPRI L’ALGEBRA LINEARE
Impara l’algebra lineare partendo da zero!
Un’emozionante viaggio che parte da vettori, matrici e sistemi lineari.
Passando per i concetto di rango e determinante arriverai fino fino agli spazi e sottospazi lineari, le funzioni lineari e la diagonalizzazione delle matrici, con tappa finale nelle coniche.
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