RANGO DI UNA MATRICE CON IL METODO DEL DETERMINANTE DEI MINORI

In questo articolo parliamo del metodo dei minori per trovare rango di una matrice quadrata.

Il rango di una matrice è il numero di vettori riga che sono linearmente indipendenti che coincide con il numero di vettori colonna linearmente indipendenti

Ma come facciamo a trovare questo rango?

Esistono diversi metodi per trovare il rango di una matrice.

Il primo metodo è quello del determinante dei minori (di cui parliamo in questo articolo).

Mentre il secondo metodo è quello degli elementi speciali, detti anche elementi pivotali.

MINORE DI UNA MATRICE E ORDINE DEL MINORE

Si definisce minore di una matrice una sottomatrice quadrata ricavata dalla matrice presa in considerazione eliminando un certo numero di righe/ colonne dalla matrice di partenza.

Essendo una matrice quadrata il minore ha lo stesso numero di righe/colonne.

L’ordine del minore è il numero di righe/colonne del minore che stiamo considerando.

ESEMPIO

Supponendo che la matrice A è una m x n (m righe ed n colonne) l’ordine massimo dei minori ottenibile è il minimo valore tra m e n.

$$ \text{se } A \in (m \times n) \to \text{ordine max} = \min (m,n) $$

Consideriamo come esempio la seguente matrice:

$$ A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 & 4 \\ 1 & 0 & 1 & 2 \\ 1 & -1 & 0 & 2 \end{pmatrix} $$

Si tratta come vedete di una matrice con 3 righe e 4 colonne.

Eliminando una qualche riga o colonna al fine di ottenere matrici sotto quadrate al massimo tali matrici non potranno superare le tre righe e tre colonne.

Quindi diremo che l’ordine massimo dei minori è 3.

$$ A \in (4 \times 3) \to \text{ordine max} = \min (4,3) = 3$$

Ad esempio eliminando l’ultima colonna otteniamo il minore:

$$ M_{3,1} = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 \\ 1 & 0 & 1 \\ 1 & -1 & 0 \end{pmatrix} $$

Quando scriviamo M(3,1) il 3 sta ad indicare l’ordine del minore, mentre l’1 indica che è il primo minore di quell’ordine preso in considerazione.

Si tratta di una simbologia convenzionale.

Vi faccio notare che da questa matrice possiamo ottenere un totale di 4 minori di ordine 3.

Otteniamo un minore di ordine 3 ogni volta che dalla matrice A eliminiamo una colonna.

Elenchiamo i minori di ordine 3.

$$ \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 \\ 1 & 0 & 1 \\ 1 & -1 & 0 \end{pmatrix} \quad \begin{pmatrix} 2 & 1 & 4 \\ 1 & 0 & 2 \\ 1 & -1 & 2 \end{pmatrix} \quad \begin{pmatrix} 2 & 3 & 4 \\ 1 & 1 & 2 \\ 1 & 0 & 2 \end{pmatrix} \quad \begin{pmatrix} 1 & 3 & 4 \\ 0 & 1 & 2 \\ -1 & 0 & 2 \end{pmatrix} $$

Partendo sempre dalla matrice A se volessimo ottenere dei minori di ordine 2, dovremmo eliminare 1 riga e 2 colonne.

$$ A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 & 4 \\ 1 & 0 & 1 & 2 \\ 1 & -1 & 0 & 2 \end{pmatrix} $$

Ad esempio se eliminiamo l’ultima riga e le ultime due colonne otteniamo il minore di ordine 2.

Ad esempio se eliminiamo l’ultima riga e le ultime due colonne otteniamo il minore di ordine 2:

$$ M_{2,1} = \begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 1 & 0 \end{pmatrix} $$

Quanti minori di ordine 2 possiamo ottenere da questa matrice?

Il calcolo ad occhio comincia ad essere un po’ difficile ma se fate tutte le prove possibili vi garantisco che potete ottenere fino a ben 18 minori.

Per ovvie ragioni non andiamo a riportarli.

Da cosa ha origine questo calcolo?

In pratica moltiplichiamo le righe, cioè 3,  che possiamo eleminare per tutte le coppie di colonne che possiamo eliminare che sono 6.

I minori di ordine 1 sono i singoli elementi della matrice A, ovvero 12 elementi.

QUANTI MINORI DI ORDINE h?

Se consideriamo una matrice m*n quanti minori di ordine h (con h<m,n)  possiamo estrarre?

La numerosità dei minori di un generico ordine h può essere espressa in termini di combinazioni mediante la seguente formula:

$$ n ( \text{minori di ordine } h) = \begin{pmatrix} m \\ h \end{pmatrix} \cdot \begin{pmatrix} n \\ h \end{pmatrix} $$

Dove i termini dentro le parentesi sono i coefficienti binomiali e si leggono rispettivamente m combinato h e n combinato h.

Prendendo in considerazione ad esempio una matrice 4*3 

abbiamo:

$$ \begin{array}{cccc} n ( \text{minori di ordine } 3) &= \begin{pmatrix} 3 \\ 3 \end{pmatrix} \cdot \begin{pmatrix} 4 \\ 3 \end{pmatrix} &= 1 \cdot 4 &= 4 \\ n ( \text{minori di ordine } 2) &= \begin{pmatrix} 3 \\ 2 \end{pmatrix} \cdot \begin{pmatrix} 4 \\ 2 \end{pmatrix} &= 3 \cdot 6 &= 18 \\ n ( \text{minori di ordine } 1) &= \begin{pmatrix} 3 \\ 1 \end{pmatrix} \cdot \begin{pmatrix} 4 \\ 1 \end{pmatrix} &= 3 \cdot 4 &= 12 \end{array} $$

Se pensiamo a matrici più grandi i risultati potrebbero veramente stupisci.

Ad esempio quanti minori di ordine 5 esistono in una matrice 10×9 ?

$$ n ( \text{minori di ordine } 5 = \begin{pmatrix} 10 \\ 5 \end{pmatrix} \cdot \begin{pmatrix} 9 \\ 5 \end{pmatrix} = 252 \cdot 126 = 31.752 $$

DETERMINANTE CON IL METODO DEI MINORI

Se partiamo da una matrice A m*n cominciamo a considerare i minori di ordine max supponiamo pari a k, dove:

$$ k = \text { ordine max } = \min (m,n) $$

Se almeno uno di questi minori ha determinante non nullo diciamo che il rango di questa matrice è pari a k.

Ovvero in questa matrice ci sono k righe linearmente indipendenti e k colonne linearmente indipendenti.

Se diversamente tutti i minori hanno determinante nullo, allora dovremo prendere in considerazione i minori di ordine k-1 e ripetere la stessa procedura.

Per approfondire scopri il corso di algebra lineare.

ESEMPIO

Consideriamo come esempio la seguente matrice A  3*4

$$ A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 & 4 \\ 1 & 0 & 1 & 2 \\ 1 & -1 & 0 & 2 \end{pmatrix} $$

Essendo una 3*4 l’ordine massimo dei minori è:

$$ k = \text { ordine max } = \min (4,3)= 3 $$

I minori di ordine 3 sono:

$$ \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 \\ 1 & 0 & 1 \\ 1 & -1 & 0 \end{pmatrix} \quad \begin{pmatrix} 2 & 1 & 4 \\ 1 & 0 & 2 \\ 1 & -1 & 2 \end{pmatrix} \quad \begin{pmatrix} 2 & 3 & 4 \\ 1 & 1 & 2 \\ 1 & 0 & 2 \end{pmatrix} \quad \begin{pmatrix} 1 & 3 & 4 \\ 0 & 1 & 2 \\ -1 & 0 & 2 \end{pmatrix} $$

Se almeno uno di questi minori ha determinante diverso da zero concludiamo che il rango di A è pari a 3.

Calcoliamo il determinante del primo minore usando il metodo di Laplace.

Scegliamo come riferimento la seconda riga poiché contiene uno zero.

$$ \left| \begin{array}{ccc} 2 & 1 & 3 \\ 1 & 0 & 1 \\ 1 & -1 & 0 \end{array} \right| = -1 \cdot \begin{array}{|cc|} 1 & 3 \\ 1 & 0 \end{array} -1 \cdot \begin{array}{|cc|} 2 & 1 \\ 1 & -1 \end{array} = -1 \cdot 3 -1 \cdot (-3) = 0 $$

Siccome il determinante del primo minore di ordine 3 è pari a zero, dobbiamo testare anche gli altri determinanti.

Se troviamo che anche uno di questi ha determinante diverso da zero ci fermiamo e concludiamo che il rango è pari a tre.

Se diversamente tutti i determinanti sono nulli passeremo ai minori di ordine 2.

Proseguiamo dunque a calcolare il rango del secondo minore di ordine 3 e scegliamo la seconda riga.

$$ \left| \begin{array}{ccc} 2 & 1 & 4 \\ 1 & 0 & 2 \\ 1 & -1 & 2 \end{array} \right| = -1 \cdot \begin{array}{|cc|} 1 & 4 \\ -1 & 2 \end{array} +2 \cdot \begin{array}{|cc|} 2 & 1 \\ 1 & -1 \end{array} = -1 \cdot 6 +2 \cdot (-3) = 0 $$

Avendo trovato 0 passiamo al determinante del terzo minore, scegliendo l’ultima riga.

$$ \left| \begin{array}{ccc} 2 & 3 & 4 \\ 1 & 3 & 2 \\ 1 & 0 & 2 \end{array} \right| = 1 \cdot \begin{array}{|cc|} 3 & 4 \\ 1 & 2 \end{array} +2 \cdot \begin{array}{|cc|} 2 & 3 \\ 1 & 1 \end{array} = 1 \cdot 2 +2 \cdot (-1) = 0 $$

Poiché anche il terzo minore ha determinante zero testiamo l’ultimo minore, scegliendo la seconda riga:

$$ \left| \begin{array}{ccc} 1 & 3 & 4 \\ 0 & 1 & 2 \\ -1 & 0 & 2 \end{array} \right| = 1 \cdot \begin{array}{|cc|} 1 & 4 \\ -1 & 2 \end{array} +2 \cdot \begin{array}{|cc|} 1 & 3 \\ -1 & 0 \end{array} = 1 \cdot 6 +2 \cdot (-3) = 0 $$

Siccome tutti i minori della matrice hanno determinante nullo il rango della matrice non può essere tre.

Passiamo dunque ad analizzare i minori di ordine due.

Abbiamo detto che in tutto la nostra matrice A ammette 18 minori, ma a noi basta identificarne anche uno solo con determinante diverso da zero per concludere che il rango della matrice è 2.

Se consideriamo la matrice A:

$$ A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 & 4 \\ 1 & 0 & 1 & 2 \\ 1 & -1 & 0 & 2 \end{pmatrix} $$

 ed eliminiamo l’ultima riga e le ultime due colonne.

Notiamo immediatamente che si tratta di un minore con determinante diverso da zero.

$$ \begin{array}{|cc|} 2 & 1 \\ 1 & 0 \end{array} = 2 \cdot 0 – 1 \cdot 1 = -1 \ne 0 $$

Il rango di questa matrice è pari a due.

Ovvero vi sono due righe linearmente indipendenti e due colonne linearmente indipendenti.

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QUALI SONO LE RIGHE/COLONNE LINEARMENTE INDIPENDENTI.

Se troviamo che il rango di una matrice A m*n è uguale a R questo significa che vi sono R righe linearmente indipendenti e R colonne linearmente indipendenti.

Delle m righe della matrice R sono linearmente indipendenti, mentre m–R righe sono linearmente dipendenti.

Questo significa che questo m–R righe possono essere ottenute attraverso una combinazione lineare delle R righe linearmente indipendenti.

Analogamente delle n colonne della matrice R colonne sono linearmente indipendenti, mentre n-R colonne sono linearmente dipendenti.

Ovvero queste m-R colonne sono una combinazione lineare delle R colonne linearmente indipendenti.

Come facciamo a capire quali sono queste R righe e queste R colonne linearmente indipendenti?

La risposta è semplice.

Sono le righe e le colonne che passano per il minore di ordine maggiore con determinante diverso da zero.

ESEMPIO

Consideriamo ancora la matrice A 3*4 di cui abbiamo precedentemente calcolato il rango.

$$ A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 & 4 \\ 1 & 0 & 1 & 2 \\ 1 & -1 & 0 & 2 \end{pmatrix} $$

Abbiamo identificato come minore di ordine massimo con determinante non nullo:

$$ M_{2,1} = \begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 1 & 0 \end{pmatrix} $$

Per questo minore passano proprio due righe e due colonne della matrice A.

Se infatti osserviamo bene la terza colonna è la somma delle prime 2:

$$ c_3= c_1 + c_2 = \begin{pmatrix} 2 \\ 1 \\ 1 \end{pmatrix} + \begin{pmatrix} 1 \\ 0 \\ -1 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 3 \\ 1 \\ 9 \end{pmatrix} $$

Mentre la quarta colonna è il doppio della prima colonna:

$$ c_4 = 2 \cdot c_1 = 2 \cdot \begin{pmatrix} 2 \\ 1 \\ 1 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 4 \\ 2 \\ 2 \end{pmatrix} $$

Passando alle righe possiamo notare che la terza riga è ottenuta sottraendo la prima riga dal triplo della seconda riga:

$$ r_3 = -r_1 +3r_3 = \ – \begin{pmatrix} 2 & 1 & 3 & 4 \end{pmatrix} + 3 \cdot \begin{pmatrix} 1 & 0 & 1 & 2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 1 & -1 & 0 & 2 \end{pmatrix} $$

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