Nel panorama scientifico del XVI secolo, l’esigenza di eseguire calcoli complessi con rapidità e precisione era diventata impellente. Astronomi, navigatori e ingegneri si trovavano di fronte a moltiplicazioni, divisioni e calcoli trigonometrici che richiedevano tempo e fatica sovrumani, aumentando esponenzialmente il rischio di errori.
È in questo contesto di necessità che un uomo, John Napier (Giovanni Nepero), un proprietario terriero scozzese con una passione profonda per la matematica, dedicò quasi vent’anni della sua vita alla creazione di uno strumento che avrebbe rivoluzionato il modo di calcolare: i logaritmi.
Il suo scopo principale era quello di alleggerire il gravoso compito dei calcoli per gli studiosi, in particolare per coloro che si dedicavano all’astronomia. Trasformare le complesse moltiplicazioni e divisioni in semplici addizioni e sottrazioni, e le estrazioni di radice in agevoli divisioni, era l’obiettivo che avrebbe liberato tempo prezioso per la ricerca e l’esplorazione scientifica.
INDICE
Il Ragionamento Fondamentale: La Sincronia dei Due Punti in Movimento e la Necessità della Serie Decrescente
L’intuizione geniale di Nepero non fu basata su una formula algebrica come la intendiamo oggi, ma su un concetto geometrico di movimento. Egli immaginò due punti che si muovono lungo linee diverse, ma in un modo correlato:
- Il punto P sul segmento AB (o linea dei “seni”): Immaginiamo un segmento $AB$ di lunghezza fissa che rappresenta il raggio $R$ di un cerchio. Nepero fissò questo raggio ad un valore molto grande, tipicamente $R = 10^7$. Un punto $P$ si muove lungo questo segmento, partendo da $A$ verso $B$. La sua velocità diminuisce progressivamente ed è proporzionale alla distanza che gli rimane da percorrere fino a $B$ (cioè, alla lunghezza $PB$). Questo movimento genera una progressione geometrica decrescente dei valori rappresentati dalla distanza $PB$. La necessità di una serie decrescente per i “numeri” (che per Nepero erano originariamente i seni degli angoli) era fondamentale. I seni degli angoli, infatti, diminuiscono man mano che l’angolo si avvicina a $0^{\circ}$ (partendo da $90^{\circ}$). Per semplificare i calcoli, era più pratico lavorare con valori di seno decrescenti.
- Il punto Q sulla semiretta CE (o linea dei “logaritmi”): Contemporaneamente, un altro punto $Q$ si muove lungo una semiretta illimitata $CE$, partendo da $C$. La sua velocità è costante ed è pari alla velocità iniziale del punto $P$ quando si trovava in $A$ (cioè, $R$, $10^7$). Questo movimento genera una progressione aritmetica crescente delle distanze percorse da $Q$.
Nepero stabilì che la distanza $CQ$ percorsa dal punto $Q$ (che è la progressione aritmetica) fosse il “logaritmo” della distanza $PB$ (la progressione geometrica). In questo modo, a una diminuzione geometrica delle distanze (corrispondenti ai seni degli angoli) corrispondeva un aumento aritmetico dei loro logaritmi.
La Costruzione delle Tavole: Una “Base” Implicita e la Scala per Numeri Grandi
Per generare i valori nelle sue tabelle, Nepero partì dal raggio $R = 10^7$. Il logaritmo di $R$ era definito come $0$. Egli poi calcolò una serie di valori che, pur non essendo formalmente una “base” nel senso moderno (come il numero di Nepero $e$ o la base $10$), agivano come un rapporto costante che generava la progressione geometrica. Questa “base” implicita del suo sistema logaritmico è $\left(1 – \frac{1}{R}\right) = \left(1 – \frac{1}{10^7}\right)$.
Le potenze di questo rapporto, moltiplicate per $R$, generavano i numeri la cui logaritmo era $0, 1, 2, 3, \ldots$ (corrispondente agli esponenti della progressione geometrica):
- Per un logaritmo $0$, il numero corrispondente è $R \cdot \left(1 – \frac{1}{R}\right)^0 = R \cdot 1 = R = 10^7$.
- Per un logaritmo $1$, il numero è $R \cdot \left(1 – \frac{1}{R}\right)^1 = 10^7 \cdot \left(1 – \frac{1}{10^7}\right) = 10^7 – 1 = 9999999$.
- Per un logaritmo $2$, il numero è $R \cdot \left(1 – \frac{1}{R}\right)^2 = 10^7 \cdot \left(1 – \frac{1}{10^7}\right)^2 = 9999998.00000001 \approx 9999998$.
- In generale, per un logaritmo $n$, il numero corrispondente è $R \cdot \left(1 – \frac{1}{R}\right)^n = 10^7 \cdot \left(1 – \frac{1}{10^7}\right)^n$. L’esponente $n$ in questa formulazione è ciò che Nepero definiva il suo logaritmo.
Poiché i valori $\left(1 – \frac{1}{R}\right)^n$ diventano molto piccoli molto rapidamente, Nepero li moltiplicava per $R = 10^7$ per ottenere numeri interi gestibili per le sue tabelle. Questo faceva sì che i “numeri” (che per lui erano i seni) fossero grandi interi.



Esempio Semplificato di Tavola di Nepero:

Questa tabella mostra come a una progressione aritmetica dei logaritmi ($0, 1, 2, \ldots$) corrisponda una progressione geometrica (decrescente) dei numeri. La sfida di Nepero fu generare queste tabelle con estrema precisione per tutti i valori dei seni e coseni rilevanti.
Il numero di Nepero (2) – Andrea il Matematico
L’Applicazione Pratica: Calcolare un Angolo in un Triangolo Rettangolo
Per comprendere l’efficacia di questo sistema, consideriamo un esempio pratico, un tipo di problema fondamentale in trigonometria che Nepero affronta direttamente nella sua opera:
Il Triangolo in Esame: Un triangolo rettangolo con i seguenti lati noti:
- Lato AB: $9384$ (inteso come $9384000$ nella scala del raggio $10^7$).
- Lato BC (Ipotenusa): $9385$ (inteso come $9385000$ nella scala del raggio $10^7$).
- Lato AC: $137$ (inteso come $137000$ nella scala del raggio $10^7$).
Il Problema: Si vuole trovare l’angolo $C$.
Il Calcolo con i Logaritmi di Nepero:
La relazione trigonometrica per l’angolo $C$ è $\sin(C) = \frac{\text{lato opposto}}{\text{ipotenusa}} = \frac{AB}{BC}$.
L’intuizione geniale di Nepero consiste nel trasformare questa divisione in una semplice sottrazione sui logaritmi:
$\text{Log}(\sin C) = \text{Log}(AB) – \text{Log}(BC)$
Consultando le sue dettagliate tavole logaritmiche, Nepero ricava i valori corrispondenti:
- Logaritmo di $AB$ ($9384000$) = $635870$
- Logaritmo di $BC$ ($9385000$) = $634799$
Esegue la sottrazione:
$\text{Log}(\sin C) = 635870 – 634799 = 1071$
Ora, Nepero cerca nella sua tabella quale angolo ha un logaritmo di $1071$. La sua tavola è organizzata in modo da indicare l’angolo o il suo complemento. Per il valore $1071$, egli trova che il logaritmo corrisponde al complemento di $0$ gradi $50$ primi e circa $1/4$ di primo. Questa frazione è ulteriormente raffinata a $13/43$ di minuto tramite interpolazione.
Se il complemento dell’angolo $C$ è $0^{\circ} 50+\frac{1}{4}’$, allora l’angolo $C$ stesso è $90^{\circ} – (0^{\circ} 50+\frac{1}{4}’) = 89^{\circ} 9+\frac{3}{4}’$.


Questo esempio dimostra la drastica semplificazione: una divisione complessa di grandi numeri è stata sostituita da una semplice sottrazione, e il risultato è stato trovato tramite una consultazione di tabella.
L’Eredità Immensa: L’Impatto sull’Astronomia
L’invenzione dei logaritmi da parte di Nepero fu un punto di svolta epocale, in particolare per l’astronomia. Prima di lui, l’elaborazione dei dati astronomici, come la determinazione delle posizioni planetarie e la previsione di fenomeni celesti, richiedeva calcoli trigonometrici e moltiplicazioni di proporzioni che potevano immobilizzare gli studiosi per giorni o settimane.
L’adozione dei logaritmi ridusse questo tempo in modo esponenziale. Astronomi del calibro di Johannes Kepler riconobbero immediatamente l’immensa utilità di queste tavole, affermando che “non c’è tempo da perdere in calcoli”. Le tavole logaritmiche divennero uno strumento indispensabile, accelerando la ricerca e consentendo di affrontare problemi prima ritenuti insormontabili. L’opera di Nepero non solo semplificò il lavoro, ma aprì nuove frontiere per la comprensione dell’universo, gettando le basi per i futuri progressi scientifici.
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